Yayanice: “Mezcal è un brano con un contenuto intenzionalmente semplice, ripetitivo, cantato su una ritmica tutta da ballare”

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Oggi vi presentiamo le Yayanice, un duo composto da Chiara Iannice e Giulia Facco. “Mezcal” è il loro quinto singolo.

Come vi siete avvicinate alla musica?

(Chiara) Per quel che mi riguarda, mi sono ritrovata ad approcciarmi al canto dopo che ho sentito dentro di me una chiamata che non ho potuto ignorare. Ho iniziato questo percorso in senso tecnico un po’ “tardi”, a 32 anni, benchè fin da piccola io abbia sempre avuto la passione di cantare. Non mi concedetti all’ epoca, per varie ragioni, di intraprendere questa strada ma fortunatamente adesso tutto è cambiato.

(Giulia) Mio padre suona il piano per hobby..fin da bambina mi innamorai dei suoni e volli imparare a suonare… e non ho più smesso!

“Mezcal” potete parlarci di questo brano?

(Chiara) Mezcal è un brano con un contenuto intenzionalmente semplice, ripetitivo, cantato su una ritmica tutta da ballare. E’ un pezzo che è stato concepito proprio volendo trasmettere un messaggio non messaggio, per continuare il filone Yayanice dove il contenuto e la musica cercano sempre di disegnare delle bolle, delle cartoline a se stanti, ognuna con la propria storia. Il testo esprime solo la volontà di andare al bar, dopo una giornataccia da dimenticare. Rappresenta quei momenti che possono capitare quando abbiamo bisogno di staccare e ci rechiamo nel nostro locale preferito dove magari alzando un po’ il gomito, finiamo col dire l’ affermazione più tradita della storia: adesso bevo l’ ultimo e vado a casa. Anche in Mezcal questa cosa chiaramente non succede lasciando spazio al racconto ironico e scherzoso di questa tendenza che forse ha riguardato tutti almeno una volta nella vita.

Il filo conduttore di Gu.A.St.O?

(Chiara) Il filo conduttore mi piace chiamarlo “pasta Yayanice”, mi fa venire in mente un tubetto di dentifricio da dove esce una sostanza colorata e luccicosa, un po’ tipo fumetto. Questo dal punto di vista immaginativo, da quello più strettamente sonoro invece percepiamo che pur essendoci cimentate in generi diversi tra loro, lo abbiamo fatto rispettando il gusto e la cultura musicale che ci accomuna e questo ha fatto sì che il filone si creasse da solo. 

Un artista con cui vorreste collaborare?

Ci piacerebbe molto poter collaborare, nei sogni, con gli Hiatus Kaiyote.

Progetti futuri?

(Giulia) Moltissimi! Abbiamo dei live per l’estate. Poi abbiamo in cantiere il secondo disco e qualche concorso. Stiamo lavorando sodo per portare in giro la nostra musica, ci crediamo moltissimo e, nonostante sia un periodo molto molto difficile per la nostra comunità, non abbiamo nessuna intenzione di mollare.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “Uno spettacolo nel cassetto”?

(Chiara) Per me è lo spettacolo perfetto, quello che ognuno di noi immagina dentro di sé per fantasticare un po’, dove tutto va come deve andare e che rifacendosi ai sogni, ha anche bisogno di essere protetto.

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