Benedetta Leonetti, “Da me a te”, punto di vista di una quasi mamma trentenne

La storia di Benedetta Leonetti, classe 1992, nativa di Bari, emigrata in Veneto nel 2014 per realizzarsi con brillante curriculum come ricercatrice è da esempio e merita di essere menzionata per la determinazione e la tenacia dimostrata nel voler lottare per i propri sogni, nonostante le obiettive difficoltà legate al trasferimento e all’abbandono della zona confort familiare.

La gravidanza inaspettata, ostacolata dai problemi di salute legati all’endometriosi rappresenterà poi la chiave di svolta e la fonte di ispirazione per scrivere un libro autobiografico dal titolo “da me a te”, punto di vista di una quasi mamma trentenne, una lettera a cuore aperto dedicata al suo bimbo ed in generale a tutti i ragazzi, una sorta di eredità ed una reale testimonianza a crederci sempre, a ricercare il proprio equilibrio nell’impervio percorso ad ostacoli della vita.

Ciao Benedetta, come è nata l’dea di scrivere un libro?

“Ho sempre avuto una certa propensione nel scrivere pensieri sin da adolescente; sono figlia degli anni 90, allorquando si era soliti adoperare i diari con tanto di lucchetto per custodire le sensazioni e le emozioni segrete dei propri stati d’animo; la gravidanza inattesa ed il relativo incoraggiamento del mio compagno Tommaso mi ha ispirato in tal senso, convincendomi a lasciare una sorta di testamento a mio figlio, un libro scritto a cuore aperto in modo semplice, utile a suscitare determinati spunti di riflessione”.

Perché parli di gravidanza inattesa?

“Nel corso della mia vita, a partire dai 19 anni sono stata sottoposta a diversi interventi chirurgici, affrontando a testa alta un calvario contro una patologia insidiosa e misteriosa che solo due anni fa ha avuto un nome ed una diagnosi ben definita: endometriosi; gli stessi medici che mi avevano seguito erano alquanto scettici su una possibile gravidanza tanto da rimanere sorpresi alla lieta notizia”.

La struttura del tuo libro

“E’ una lettera divisa in 10 capitoli, dove si affrontano diverse tematiche così’ suddivise: amore, famiglia, amicizia, studio, lavoro, viaggio, hobby e passioni, indipendenza, informazione, equilibrio e tempo; non c’è una trama ben definita ma sono enunciati dei pensieri autobiografici visti nell’ottica di una trentenne, un inno alla vita, a lottare sempre e a non abbattersi, pronti a rialzarsi sempre per inseguire sempre la propria strada ed i propri obiettivi, nonostante gli inevitabili rifiuti e le delusioni che il tragitto può riservarti”.

Qualche citazione degna di nota

“Alquanto importante è la tematica affrontata dell’indipendenza, intesa non solo dal punto di vista economico ma anche mentale, da una serie di fattori che tenteranno di influenzarti durante il corso della tua vita e da sostanze e vizi che potrebbero prendere il controllo della tua vita; fondamentale anche è la ricerca dell’equilibrio, atteso che per essere felici bisogna cercare di non vedere tutto bianco o nero ma seguire le relative sfumature”.

A chi è rivolto ?

“E’ dedicato e trasmesso innanzitutto a mio figlio che potrà leggerlo non appena inizierà a crescere ma soprattutto a tutti i ragazzi in perenne lotta, alla ricerca del proprio equilibrio; la mia è una felice testimonianza di una ragazza timida in adolescenza che ha superato le proprie paure, allontanandosi dal nido familiare in Puglia per emigrare in Veneto per raggiungere la propria indipendenza ed autonomia, contando sulle proprie forze ed imparando a sapersi circondare dei veri e sinceri affetti”.

A chi lo dedichi ?

“Ai miei genitori, sperando di essere sempre degna delle possibilità e degli insegnamenti che mi hanno trasmesso, al mio compagno Tommaso, sempre presente durante la gravidanza, instancabile presenza al mio fianco e soprattutto a mio figlio che ha stravolto la mia vita, arricchendo la mia esistenza”.

Le conclusioni

“Ho compreso che non si smette mai di crescere ed imparare per tutto il corso della nostra esistenza e che non ci si sente mai effettivamente pronti ad ogni novità ed evento.

La chiave della felicità consiste nel non avere troppa fretta di segnare alcune tappe ma “godersi il viaggio più che la destinazione”; nel percorso, ci sono inevitabili momenti che ti danno emozioni contrastanti ma occorre farne tesoro, senza tralasciare le situazioni apparentemente negative, in quanto ogni esperienza è fondamentale nel contribuire a fare di te la persona che sarai”.

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