Uno.nessuno: “”Allucinazioni” è nato in un momento particolare della mia vita”

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Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Uno.nessuno. “Allucinazioni” è il suo ultimo singolo uscito venerdì 14 maggio.

Uno.nessuno com’è nato questo nome d’arte?

Il nome viene dall’esigenza di rendermi libero dai clichè ordinari della musica leggera ,ogni cantante ha un genere di appartenenza,  questo per me me è un cappio a doppio nodo, con Uno.nessuno voglio essere uno tra tanti, ma con la mia indipendenza artistica, se piace la mia musica e emoziona, ho raggiunto il mio obiettivo. 

Come ti sei avvicinato alla musica?

Mi sono avvicinato alla musica all’età di circa 8 anni, avevo un vecchio giradischi, con dischi di musica classica, anni 60, e un disco di Elvis, quello mi ha impressionato molto, era diverso da noi italiani, poi la prima chitarra lo stesso anno,t rovata in garage, regalo a mio fratello maggiore, mi ha creato una dipendenza anche senza saperla suonare stava sempre con me, poi i primi accordi, un po’ di studio, e tanto suonare, circa 8 ore al giorno, così diventò la mia compagna di vita.

Tre aggettivi per descriverti…

Introspettivo, timido, complicato.

“Allucinazioni”, puoi parlarne?

Si, è un brano nato in un momento particolare della mia vita, i momenti di inquietudine, che arrivano, quasi sempre, nelle nostre vite. Molti non ne parlano, ma io non riesco, quando scrivo metto in piazza le mie sofferenze e i miei piaceri, ma sempre con la massima sincerità.

Un artista con il quale sogni di collaborare?

In Italia Morgan. All’estero tanti artisti: Brian Eno, Pat Metheny, Tony Visconti e tanti altri.

Progetti in cantiere?

Ho un po’ di brani in stesura, ma sto cercando la strada giusta da prendere, ancora non sono certo per cui, attendiamo che la mia mente si fermi a decidere.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “uno spettacolo nel cassetto”?

Mi piacerebbe fare uno spettacolo di arte varia, amo molto il cinema e la pittura, uno spettacolo teatrale dove  immagini e  musica vadano all’unisono, sarebbe una bella esperienza, in fondo ogni brano è un po’ un film e il compositore il regista.

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