Il 10 Giugno a Milano, è andato in scena il nuovo lavoro della giovane artista e autrice sarda, a suonare dal vivo Roberto Dell’Era degli Afterhours

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Il 10 Giugno a Milano, è andato in scena il nuovo lavoro della giovane artista e autrice sarda, a suonare dal vivo Roberto Dell’Era degli Afterhours

è stato lo Spazio Arte Tolomeo di Milano, in via Ampère 27 a volere Silvia Bertocchi come special guest per l’inaugurazione della mostra dal titolo ”Futuro”.Silvia Bertocchi, ventisette anni, artista, attrice, danzatrice, autrice e performer dai mille volti, con un coraggio e una preparazione fuori dal normale: arriva dalla danza classica, si diploma come attrice in teatro e poi approccia la performance art specializzandosi tra gli altri, con il Marina Abramovic Institute. Artista transdisciplinare che in questi anni ha saputo farsi strada tra il cinema (attualmente su CHILI nei panni di Concetta in ”Credo in un solo padre”) e il teatro senza trascurare i suoi progetti personali di performance art ma anche di cinema (ha scritto, diretto e interpretato ”2020: Milano Lockdown Manifesto” un corto di 7 minuti narrato dalla musicista americana Ella Vos con cui ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali ed è attualmente al lavoro su un nuovo film).Forte del successo dei suoi precedenti progetti performativi tra cui ”Sortecerta” presentata al museo della Triennale appena un anno fa e ”Shou” al Palazzo Ducale di Genova a Gennaio 2021, Silvia ha proposto ”la leggerezza dell’aria quando esplode” chiamando per l’occasione a suonare dal vivo Roberto Dell’Era o più semplicemente Dellera, bassista degli Afterhours, storica band di Manuel Agnelli oggi giudice di X factor, ma anche fondatore dei The Winstons oltre che collaboratore di altri artisti tra cui Dente, il Genio e Calibro 35.Dal sodalizio creativo dei due artisti nasce quindi questo singolare lavoro dal vivo in cui il corpo di Silvia è al centro della scena e a stretto contatto con le reazioni del pubblico presente.

Dellera suona il basso e accompagna attivamente le azioni di Silvia che gonfia con l’elio un palloncino, lo lega a sé con un filo di lana e si pone immobile davanti agli spettatori che, davanti a loro, hanno a disposizione una serie di strumenti affilati per bucare e far esplodere il bianco pallone. Tra gli sguardi dapprima intimoriti, poi sempre più sicuri, vedremo il palloncino scoppiare un’infinità di volte per mano dei presenti, innescando un loop di creazione-distruzione in cui è il pubblico sovrano a dettare il divenire della scena.Chi scoppierà il palloncino? Quale strumento userà?Un pezzo di performance Art in senso stretto, con un finale aperto e tante storie in mezzo, quelle di tutti coloro che scelgono di parteciparvi innescando il racconto.Quando L’elio finisce Silvia va via e la musica si placa.

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