Leandro Barsotti: “Dopo l’estate un nuovo romanzo e forse anche una canzone. “Alma Goodbye”…”

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Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Leandro Barsotti, cantautore e scrittore. Ha partecipato al Premio Tenco e a due festival di Sanremo nel 1996 e nel 1997. “Alma Goodbye” è il suo nuovo brano.

Com’è sbocciata la tua passione per il canto e per la scrittura?

Da ragazzino, ascoltavo nelle prime radio libere le canzoni dei cantautori, ho chiesto a mio nonno Alfredo di insegnarmi a suonare la chitarra, sono andato una settimana a casa sua a Bergamo, e quando sono tornato nella mia stanzetta veneta ho iniziato a scrivere canzoni.

Hai firmato diversi brani per artisti famosi, quale hai nel cuore?

La canzone “io credo” per i Ragazzi Italiani è quella che mi ha emozionato di più quando l’ho sentita cantare da loro e Mike Francis. La più bella però è “Azzurro” che scrissi per gli Mp2, una band che doveva andare a Sanremo ma poi non li presero più. Peccato.

Un pensiero sulla splendida realtà della Nazionale Italiana Cantanti…

Ho incontrato la NIC nel 2016, mi chiamò Morandi al telefono dopo avermi visto a Sanremo. Della Nazionale Cantanti ho ammirato il senso sociale, l’impegno civile, il desiderio di creare qualcosa che non c’è per il bene degli altri, perchè i progetti NIC sono spesso partiti da un’idea, un sogno, per poi concretizzarsi. 

“Alma Goodbye”, qual è la sua genesi?

Era qualche tempo che avevo voglia di pubblicare una canzone d’amore tradizionale ma in linea con il mio stile. Quando Francesco Mignogna mi ha inviato la musica di questo brano, ho pensato subito a una canzone d’amore che parlasse del parallelismo delle storie che non si possono considerare d’amore nella realtà, ma che lo sono nel nostro cuore, nel nostro sentire.

Progetti futuri?

Continuo a proporre i miei incontri di meditazione, e dopo l’estate vorrei uscire con un nuovo romanzo. E magari anche un’altra canzone.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “Uno spettacolo nel cassetto”?

E’ un bellissimo concetto, perchè ogni cosa prima di diventare qualcosa è pensata. Poi viene scritta, e la parola crea. La parola ti dà già il senso delle cose. Nel cassetto significa che è lì che vive già, anche gli altri non lo vedono. Ed è uno spettacolo, qualcosa che ti lascia a bocca aperta. Ecco, lo spettacolo nel cassetto  è ciò che crea il nostro cuore e aspetta di mostrarsi al mondo. 

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