NINA JUNE: ‘Side A – Our Garden’, il nuovo ep dell’artista olandese dal pop cinematografico in arrivo il 25 giugno (Nettwerk)

Acuta osservatrice dall’intensa sensibilità, Nina June traduce in parole e musica le proprie emozioni, creando paesaggi sonori multidimensionali intrisi di archi, chitarre ed effetti sonori naturali. Con oltre 20 milioni di streaming in tutto il mondo, Nina June è pronta a presentare ‘Side A – Our Garden’, il nuovo ep in arrivo il 25 giugno, una prima anticipazione della nuova musica in arrivo entro l’anno.“I’m a singer, I’m a creator, I’m an optimist, I’m highly sensitive, I’m super emotional, and I’m a person who thinks about life, love, and human relationships a lot. I experience everything very intensely, but I also look at situations from a certain distance. My senses function at a super high level. Music is the place where the person and the artist come together” dichiara l’artista.Nina June si avvicina alle scene musicali all’età di diciassette anni, quando lascia il villaggio di Castricum, in Olanda, per dedicarsi agli studi alla Rockacademy. Nel 2018 pubblica ‘Bon Voyage’, il debutto indipendente, con il quale comincia a farsi notare anche al di fuori dei confini nazionali con un tour in Nord America ed Europa, al termine del quale riceve il prestigioso riconoscimento olandese Zilveren Notekraker nella categoria ‘nuovi talenti’. I suoi brani compaiono in colonne sonore di serie tv e film e nel 2019 firma con Nettwerk Records con la quale pubblica l’ep ‘Shadows & Riddles’.A marzo 2020 Nina June incontra a Londra il produttore Dunca Mills (The Vaccines, Jake Bugg, James Murphy): tra i due nasce un’alchimia immediata, ma la fase creativa dei nuovi brani viene bruscamente interrotta dalla pandemia e l’artista olandese rientra in patria.“With this new music, I felt like I had to reinvent myself in every way. As a musician and awriter, I had to dive into the deep like never before. I always wrote love songs. When I started writing this time, I was watching documentaries and reading articles about the planet. It worried me. I thought, ‘I have to discuss this because it’s too big.’ Some of the songs are about how we—as a species—are treating other creatures and nature. It felt like time for me to speak out. There was no way back” prosegue Nina June.Al di là dei cambiamenti devastanti nella società intorno a lei, l’artista ha trovato una via di fuga e un’altra fonte di ispirazione nei podcast. Nel mezzo della quarantena, si avventurava spesso fuori per passeggiate con drammatici podcast olandesi che filtravano attraverso le sue cuffie. “Ho notato che questi piccoli suoni illustrano la narrazione. Il sound design ti coinvolge nella storia. Quindi, ho implementato questa tecnica nella produzione per attirare tutti nel mio mondo “.Per dare vita a questo mondo, Nina June ha scoperto una vecchia casa colonica del XVII secolo, successivamente diventata set dei servizi fotografici e dei video di ‘Side A – Our Garden’.Il nuovo ep, in arrivo il 25 giugno, si muove tra una produzione atmosferica animata dal coro di un vero battito cardiaco, ritmi glitch, linee di pianoforte, tamburi, strimpellamenti acustici ed archi cinematografici, accompagnati dall’eterea ed ipnotizzante voce di Nina June.

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