Dr. Gimmy: “”Personal”? Il filo conduttore è la sincerità. E’ stato un sogno suonare al Cavern di Liverpool”

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Oggi abbiamo il piacere di preservi Dr Gimmy all’anagrafe Gianmarco Pirro. “Personal” è il suo primo disco pubblicato da solista.

Ciao, le tue principali esperienze in carriera…

Beh sono tante, anche perchè ormai sono più di 40 anni che suono. Se devo però citartene qualcuna, ti dico sicuramente i Linea, la mia band ormai da 30 anni. Per me è i Linea sono stati come una famiglia, un collettivo. Abbiamo pubblicato 5 dischi e fatto decine di concerti, provato e suonato tantissimo in sala prove, sono stati una grandissima esperienza, una vera palestra musicale e di vita…e non è ancora finita! Un’altra esperienza importante per me è stato il CPM (Centro professione musica) che ho frequentato dai 19 anni e dove mi sono diplomato in chitarra 5 anni dopo con Franco Mussida come insegnante. Quella è stata un’esperienza fondamentale per me sia musicale che di vita. E’ stata una delle prime volte dove mi mettevo in gioco con qualcosa di importante per la musica. Ce ne sarebbero molte altre, però chiudo dicendoti i due dischi che ho pubblicato in questo lungo periodo di pandemia: il disco dei 30 anni dei Linea, fondamentale e bellissimo e questo mio primo disco solista… la realizzazione di un sogno. 

Hai suonato anche in Inghilterra, quali differenze hai notato con l’Italia?

Sì ho suonato in Inghilterra 3 volte coi Linea, due volte allo Strummercamp (Festival dedicato a Joe Strummer dei Clash) a Manchester e una volta al Cavern di Liverpool (Si quello dei Beatles!!) da spalla ai Los Mondos Bongos. Partendo dal presupposto che il rock è roba loro, la cosa bella di suonare li è che loro sono disposti ad ascoltarti, anche se sanno che arrivi dall’Italia e che non è proprio il paese principale per il rock. Tu devi andare li ed essere vero, devi salire sul palco senza troppe “scene”, batti il 4 e parti e dai tutto te stesso…se sei credibili loro te lo faranno capire e apprezzeranno. Noi nel secondo Strummercamp a cui abbiamo partecipato, abbiamo avuto diversi problemi tecnici sul palco, all’altro chitarrista dei Linea (Fede) gli si è bruciato l’alimentatore della pedaliera appena salito sul palco, quindi non poteva suonare coi suoi pedali. Al batterista dopo poco dall’inizio del nostro set si è rotto il pedale della cassa e ha sfondato la pelle, insomma ce n’era abbastanza per demoralizzarsi. Noi invece ci abbiamo dato dentro raddoppiando l’energia e pestando come matti. Beh alla fine del set la gente ha percepito questo ed erano tutti in piedi a ballare con grande ritorno di calore e anche molti complimenti nel post concerto. Ecco questa è la grande differenza con l’Italia…. loro amano la loro musica e quando vedono una band che anche se arriva dall’Italia, ma che suona col cuore loro te lo fanno capire e apprezzeranno! Per la cronaca vendemmo anche alcuni CD dei nostri dischi in Italiano! (ride, ndr)

“Personal” è il tuo nuovo album, qual è il suo filo conduttore? A chi lo consiglieresti?

Direi che un filo conduttore può essere di sicuro la sincerità. Questo è un disco personale, da cui il titolo, che parla di me, di esperienze che ho vissuto in prima persona, e altre storie che ho voluto raccontare perchè mi hanno toccato particolarmente. In questo disco ci ho messo il cuore e tutto il mio entusiasmo, anche nella scelta di registrarlo e suonarlo da solo a casa mia. Poi a livello musicale un altro filo conduttore possono essere molte sonorità tipicamente Brit Pop, a cui ho voluto rendere omaggio e tributo, essendo il mio primo amore musicale.  

Il ricordo più bello della tua carriera?

Eh non facile scegliere… ce ne sono tanti. Ti posso dire il concerto al Cavern di Liverpool, il locale storico dove i Beatles iniziarono la loro carriera, che per un fans accanito come me è stato un sogno! Poi co sono state le diverse partecipazioni ai Tributi Italiani a Joe Strummer, tutte delle bellissime esperienze. Un altro bel ricordo che mi porterò con me, è stato registrare coi Linea gli ultimi due dischi di Filippo Andreani, grande cantautore comasco, nonché grande amico fraterno. Il secondo di questo due dischi è stato prodotto da Guido Guglielminetti, Bassista e produttore di Francesco De Gregori. Lavorare in studio con Guido è stata per me una grandissima esperienza da cui ho imparato molto, e un bellissimo ricordo. Potrei andare avanti ancora, ma mi fermo qui.

Progetti in cantiere?

Ora sto promuovendo al meglio questo mio disco, e sono molto contento dei ritorni che sto avendo. Intanto non sto fermo, anche perchè non ne sono capace, e lavoro a del materiale nuovo sia per i Linea che per me stesso (Dr. Gimmy). Poi spero ci saranno altre collaborazioni musicali, insomma fermo non ci so stare!

Cos’è per te… “Uno spettacolo nel cassetto”?

Può essere uno spettacolo che mi piacerebbe fare o che vorrei fare, vedendolo come un sogno da realizzare.

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