La Monarchia: “Stiamo pensando ad un disco. “Ossa” parla del rapporto amore/odio che coesiste fra noi e la provincia”

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Oggi vi presentiamo una band, La Monarchia, composta da Giulio Barlucchi (cantante), Matteo Frullano (Chitarre e synth), Lorenzo “Lollo” Falorni (Chitarre), Gianmatteo “Giamma” Nasca (basso) e Lapo Nencini (batteria). “Ossa” è il loro ultimo singolo uscito il 7 maggio.

Com’è nata la vostra band? Perchè questo nome?

La Monarchia è una famiglia di artistoidi nata nel 2012 fra l’incontro di Giulio (voce), Matteo (chitarra) e Lapo (batteria). Dopo il primo disco la formazione completa con Lorenzo (chitarra) e Gianmatteo (basso); come dicevamo, siamo prima di tutto una famiglia, amici e sostenitori del concetto di band. Veniamo dalle solite strade, dalle stesse realtà e dagli stessi percorsi. I pregi che indossiamo sono sicuramente la genuinità che lega i nostri processi creativi omologandoli al progetto; veniamo da ascolti diversi e questo forse ci da gli stimoli giusti durante la fase compositiva. Sarebbe bello poterti dire che il nome La Monarchia provenga da chissà quale procedura di marketing. Ma non è così. Questo nome ci ha sempre affascinato e sicuramente lo abbiamo scelto anche per destare curiosità da parte della gente; nonostante sia interamente slegato dal concetto di monarchia più ampio, Dio salvi questa Monarchia.

Tre aggettivi per definirvi…

Temerari: nonostante le avversità del mestiere, siamo una band che necessita di portare avanti il proprio credo ad ogni costo. Sinceri: le nostre canzoni ma soprattutto la passione per la musica, ci portano inevitabilmente a scrivere testi con dentro molto cuore. Anche se non necessariamente autobiografici i nostri brani urlano alla verità e questo è fondamentale, altrimenti rischi di non essere credibile e le persone lo sanno; Genuini: perchè subiamo un processo creativo molto naturale e di questo ne siamo felici e grati.

“Ossa” è il vostro ultimo singolo, qual è la sua genesi? Quale messaggio che volete lanciare?

“Ossa” è una canzone che parla del rapporto amore/odio che coesiste fra noi e la provincia. Una realtà dove tutto sembra sempre rimanere immobile dove a volte però ci sentiamo coccolati. E’ stato sicuramente un brano che ha richiesto del tempo per essere scritto, questo perchè ha subito un processo di pensieri molto naturali per i quali abbiamo dovuto anche allontanarci per poi tornare e rivalutare la vita di provincia in maniera obiettiva e più chiara. Quindi Ossa era un pezzo nascosto sotto pelle da molto tempo che ha avuto bisogno del momento giusto per essere scritto.

Progetti in cantiere?

Ci sono altre bellissime sorprese che non vediamo l’ora di liberare in forma di singoli. Stiamo comunque pensando alla dimensione disco, vedremo.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”?

Il racconto di un viaggio, di una storia a portata di mano, accessibile a chiunque. L’arte è condivisione e deve essere accessibile a tutti, appunto, a portata di mano.

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