Giusy Sciacca: “Progetti in cantiere? Un romanzo tratto da una storia realmente accaduta. “Virità, femminile singolare-plurale”…”

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Oggi abbiamo avuto l’onore di intervistare Giusy Sciacca. È controllora del traffico aereo, autrice di racconti, romanzi e testi teatrali. Scrive di libri per diverse testate giornalistiche e ha fondato il blog Parola di Sikula, dedicato ai libri e alla cultura. È inoltre ideatrice e curatrice del Premio Nazionale di Poesia Sonetto d’Argento Jacopo da Lentini. “Virità, femminile singolare-plurale” è il suo libro.

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Già da piccolina trascorrevo ore a inventare storie. Poi, di fatto, ho iniziato proprio in casa, giocando con una vecchia Olivetti Lettera 32 verde, la macchina da scrivere di mio padre. Di recente ho ritrovato fogli ingialliti con mie storielle battute maldestramente a macchina. Avrò avuto circa 9 anni. La cosa bella è che quella macchina da scrivere l’ho fatta restaurare e oggi è nel soggiorno di casa mia. 

Il tuo primo scritto…

Intende quello che per primo è stato preso sul serio? Forse direi i primissimi racconti scritti molti anni fa e accolti sulle pagine di qualche rivista online. Lì ho cominciato a credere di poter scrivere qualcosa che potesse piacere anche agli altri. Poi ho continuato e sono arrivate anche altre opportunità. Se invece intende il mio primo scritto a cuore aperto e senza velleità alcuna, direi la serie di lettere che scrivevo da ragazzina per i malcapitati di turno per i quali perdevo la testa!

Le tue principali esperienze di scrittura…

Qualche anno fa ho pubblicato un racconto “Domani è un altro giorno” per la casa editrice siciliana Aulino. Si trattava di una collana interessante ed ero in compagnia di autrici e autori che stimo molto. Ho continuato a partecipare ad alcune antologie, come “Tina” (Aguaplano) e L’Isola delle tenebre (Algra). Inoltre, collaboro con diverse testate giornalistiche, come La Sicilia, SicilyMag e La Voce di New York, e ho scritto negli anni racconti, testi teatrali e romanzi. Ultimamente ho curato un’antologia, “Siciliani per sempre” (Edizioni della Sera), che raccoglie ventiquattro racconti di grandi penne siciliane e ha la prefazione di Mario Venuti. Poi, a seguire “Virità”, l’ultimo lavoro, al quale ho lavorato molto e tengo moltissimo,

“Virità, femminile singolare-plurale” è il tuo nuovo libro. Vuoi parlarne?

Mi sono sempre appassionata alla storia siciliana e di come già da tempi lontanissimi fosse intessuta di vicende e popolazioni che da sempre la rendono cuore del Mediterraneo e scenario internazionale di rilievo. Avevo bisogno di ripercorrere questa storia con uno sguardo ben preciso: volevo concentrarmi sulle figure femminili, sulle protagoniste di pagine importantissime di un passato che appartiene a tutti, siciliani e non. Per questo motivo gli scenari che precedono ogni racconto sono veri, documentati e le donne di “Virità” sono tutte figure storiche o leggendarie solo in pochissimi casi. Nessuna di loro è stata inventata. Di fantasioso c’è solo la mia interpretazione delle loro voci attraverso un io lirico, liberato da ogni filtro.  Le venti protagoniste sono divise in cinque sezioni: dee e sante, regnanti e nobildonne, eretiche e peccatrici, letterate, donne di scienza e artiste. Ognuna di loro, con un racconto in prima persona, racconta la propria vicenda.

Hai altri progetti in cantiere?

Sì, esiste già un progetto a cui sto lavorando e che spero trovi presto un editore. Questa volta si tratta di un romanzo tratto da una storia realmente accaduta.

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