Martix: “Nel 2022 potrebbe uscire il mio nuovo album. “Quello che so”…”

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Martix, come mai questo nome d’arte?

Il mio nome d’arte nasce diversi anni fa, all’anagrafe mi chiamo  Martin e da qui nasce l’idea di sostituire la N con una X. Questa X mi discosta dalla mia “vita normale” e mi porta in quella dimensione artistica che è una parte predominante della mia personalità.

Le tue principali esperienze…

Le mie esperienze sono legate alla creazione di canzoni, questo è quello che realmente mi affascina e diverte. Ho all’attivo un album (“Tutte le strade portano al mare”) uscito nel 2016 per Irma Records. Difficilmente passo molto tempo senza “giocare”, per sviluppare nuove idee musicali, è un’esigenza primordiale a cui non posso rinunciare.

“Quello che so” è il tuo nuovo singolo, puoi parlarne?

È una canzone che nasce in un modo insolito per me in quanto il testo non è mio ma di Fra Martino Dotta, un frate molto attivo in ambito sociale nel Canton Ticino che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare. Dal dono di questo suo testo mi sono attivato per musicarlo, credo sia nata una canzone molto empatica in cui è facile rispecchiarsi, è delicata e sincera, un po’ come certe canzoni cantautorali di altri tempi.

Progetti in futuro?

Sicuramente altri nuovi singoli che potrebbero sfociare in un nuovo album in uscita per il 2022. Non ho fretta, ho solo voglia di gustarmi il percorso senza impormi scadenze precise.

Una collaborazione che sogni…

Ho una gran voglia di collaborazioni, ci sono anche delle idee in fase di sviluppo in tal senso ma è ancora presto per parlarne. Mi sento comunque pronto a mettermi in gioco con qualsiasi artista che abbia voglia di creare musica in modo originale, ci vogliono sempre nuovi stimoli per sviluppare nuova musica.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “uno spettacolo nel cassetto”?

Uno spettacolo nel cassetto? Che bella domanda… Sicuramente realizzare un concerto in un contesto affascinante con una band strepitosa, una situazione live dove il pubblico possa interagire e respirare lo stesso entusiasmo di chi suona sul palco, insomma una perfetta armonia che crei quella magia  che poche forme di spettacolo sono in grado di creare così in simbiosi, sì perché il teatro o il cinema, pur essendo affascinanti, non prevedono una partecipazione così attiva come accade nei concerti, cantare e ballare all’unisono è una forma di condivisione che rende veramente unica questa forma d’arte e mi sento fortunato a farne parte. Questo è il mio sogno di spettacolo nel cassetto.

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