Jaboni: “Entro la fine dell’anno spero di pubblicare il mio primo EP”

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Oggi vi presentiamo Jaboni. “Loves comes back to me” è il suo primo singolo in inglese, uscito il 16 aprile.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

La musica ha sempre fatto parte della mia vita, fin da bambino. A 20 anni mi sono trasferito a Roma e qui ho capito che oltre ad ascoltarla volevo che facesse parte della mia vita attivamente. Allora ho iniziato a muovere i primi passi partecipando ad alcune manifestazioni e concorsi, come il Tour Music Fest, dove ho conosciuto Giorgio Lorito, produttore della GIL Produzioni, con il quale ho collaborato alla produzione del mio singolo. Faccio parte inoltre di due formazioni corali romane, gli All Over Gospel Choir e Le Mani Avanti, che hanno contribuito notevolmente ad accrescere la mia consapevolezza nel voler fare musica.

“Loves comes back to me”, puoi parlarne?

“Love comes back to me” nasce dall’esigenza di voler raccontare la storia di un amore che sopravvive alle difficoltà e alle costrizioni che la vita ci presenta quotidianamente, come può essere la distanza per esempio. Amore che oltre a sopravvivere diventa sempre più forte, diventa una condivisione, uno scambio reciproco, perché se diamo amore quell’amore poi ci torna indietro. 

Come ami definire la tua musica?

Non riesco a definirla, è il frutto della combinazione delle diverse influenze che ho assorbito dall’adolescenza ad oggi, dal rock malinconico dei R.E.M. e dei Cranberries, alle sonorità nordiche piu elettroniche dei Royksopp e dei Sigur Ros.

Progetti futuri?

Sto lavorando al mio primo EP che conterrà oltre “Love comes back to me” altri brani in inglese, che spero di pubblicare entro la fine dell’anno e che mi auguro di poter presto suonare live!

Cos’è per voi… “uno spettacolo nel cassetto”?

Se penso al “cassetto” mi viene in mente quello della scrivania che avevo a 16 anni, che avevo riempito di fogli pieni di scritti che chiamavo poesie, brani, pensieri… non sapevo ancora fossero canzoni. L’ho scoperto anni dopo, quando quel cassetto si era talmente riempito di fogli che ho iniziato a prenderne alcuni e a cantarci su. Tanti di quei pezzi di carta potevano diventare spettacoli ma molti sono andati persi. Voglio che questo non succeda più e che diventino ognuno uno spettacolo da portare in scena!

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