Big River: “Siamo una band ristretta in un duo! “Local Weapon”…”

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Oggi vi presentiamo una band, i Big River, composta da Federico Martinelli e Pierluigi Punzo. “Girl With Nails Painted Black” è il loro EP d’esordio. Sperano di poter tornare presto a calcare un palco.

“Big River”, com’è nata la vostra band? Che cosa vi unisce? Perchè questo nome?

Ciao a tutti! Ci presentiamo: i BIG RIVER nascono nel 2016 dall’evoluzione di un progetto precedente, prettamente rivolto alle serate live. In realtà suoniamo assieme dal 2007 e per tanti anni si è trattato di fare spettacoli in duo nei locali della zona con l’obiettivo di fare esperienza di palco e riuscire ad averne un rientro economico. Diciamo che sia noi che il modo di fare spettacolo sono cambiati molto negli ultimi 15 anni. Prima entrambi avevamo una nostra band con cui portavamo avanti progetti inediti, poi con l’entrata in crisi degli spazi dedicati alle band e di uno stile musicale più legato agli anni ’90, abbiamo cercato di evolverci verso qualcosa di più contemporaneo. Siamo comunque sempre stati molto appassionati entrambi di musica americana e ci ha sempre unito la stessa intenzione e serietà nel modo di lavorare, sebbene siamo musicisti diversi e veniamo da background musicali differenti. Abbiamo così cercato di unire le nostre diverse componenti nei BIG RIVER, ed eccoci qua, all’uscita del nostro EP d’esordio con brani inediti. In realtà non è il primo disco, nel 2017 era già uscito “LIVE EXPERIENCE…2017”, ma come si evince dal titolo, si trattava di una raccolta di cover registrate per lo più in presa diretta cercando di ricreare il sound che portiamo dal vivo.

Il nome BIG RIVER l’abbiamo rubato, ovviamente col consenso dell’autore, dal testo della celebre canzone di Johnny Cash. Ci piace molto e ci sembrava un ottimo manifesto per presentarci.

Tre aggettivi per definirvi…

BIG RIVER BAND … perchè anche se siamo un duo, in realtà concepiamo il nostro spettacolo e modo di porci come una band. Diciamo che siamo una band ristretta in un duo!

“Girl With Nails Painted Black” è il vostro EP d’esordio. Potete raccontarcelo? Qual è il suo filo conduttore?

Alla fine del 2019 eravamo arrivati, dopo anni di live in giro per l’Italia e l‘Europa, ad un punto di svolta. Continuare ad evolvere con il solo intrattenimento diventava difficile ed entrambi avevamo voglia di tornare a comporre. Inoltre volevamo farlo provando a cimentarci nel genere country music, un genere comunque molto distante dalla tradizione culturale e musicale italiana, per quanto uno possa esserne appassionato e studioso. Così, complice anche il nefasto 2020 che ci siamo lasciati alle spalle e che ci ha costretti a fermarci con i live, ci siamo messi al lavoro ed i brani sono venuti fuori una alla volta, così come pezzi di un puzzle.

Il filo conduttore di tutta l’opera è la ricerca di un suono che sebbene modellato attraverso il nostro stile e gusto personale, in quanto noi aggiungiamo agli strumenti classici del genere elementi di musica elettronica come drum pad, loopstations, synth e stompbox, potesse risultare credibile all’ascolto ed avvicinarsi al sound dei grandi dischi americani che avevamo in mente. La ricerca di una musicalità e di una originalità sono state le due componenti fondamentali. Alla fine diciamo che siamo più che soddisfatti del risultato ottenuto ed il disco si potrebbe riconoscere in un sound Alternative Country.

Come mai avete scelto “Local Weapon” come singolo apripista?

Sveliamo un retroscena!! In realtà il singolo di lancio del disco doveva essere “Ride My Beer”, ma poiché il videoclip che avrebbe dovuto accompagnarlo richiedeva di girare scene in esterna e con varie comparse, per via dei vari lockdown e limitazioni non abbiamo potuto farlo. Abbiamo così deciso di virare su “Local Weapo”n che sebbene sia il brano più sperimentale del disco ci è sembrato comunque avere la giusta energia per anticipare l’EP. Inoltre il videoclip richiedeva una lavorazione molto più semplice per essere realizzato. Alla fine siamo sodisfatti del compromesso.

Un’esperienza estera che vi è rimasta nel cuore…

Beh… sicuramente l’ultimo tour in Svizzera a febbraio 2020, poco prima che scoppiasse tutta questa situazione, ci è rimasto nel cuore ed è venuto veramente bene! Dopo anni di staffetta al di là della frontiera eravamo riusciti a mettere insieme una serie di date in live club di livello ed erano state tutte bellissime serate con un pubblico internazionale che aveva partecipato alla grande allo spettacolo. Ci manca moltissimo, saremmo dovuti tornare nel corso del 2020, poi sappiamo cos’è successo…

Progetti futuri?

Tornare a fare quello che ci riesce meglio!! Stare su un palco ed intrattenere la gente, questa volta però anche grazie alle nostre canzoni!

Cos’è per voi… citando il nostro sito… “uno spettacolo nel cassetto”?

Tutti quelli che stavamo organizzando quando è scoppiata la pandemia! In particolare la tournée in Francia che è rimasta nelle telefonate con i gestori dei locali!!

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