Lorenzo Vizzini: “”Il grande incantesimo” l’ho scritta al volo, in casa e l’ho inviata a Zero. “Suxmario”…”

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Lorenzo Vizzini è un cantautore ed autore classe 1993. A 18 anni la sua prima collaborazione con un’artista importante come Ornella Vanoni, in seguito Renato Zero, Laura Pausini, Mr. Rain e tanti altri del mondo della musica italiana. Di “Zerosettanta”, otto brani portano la sua firma. “Suxmario” è il suo ultimo disco.

ph. Julieta Vivas

Come sei stato incuriosito dalla musica?

E’ un innamoramento eterno. Mi raccontano che quando avevo 2 anni, una volta mi chiesero per una festività cosa volessi per regalo e io chiesi un palcoscenico con tutti gli strumenti musicali. Penso di essere innamorato della musica da sempre e continuo ad innamorarmene ancora ogni giorno.

Le tue principali esperienze…

Come essere umano tantissime, ma non ti annoio, dai. Come musicista sicuramente la parte principale del mio lavoro è scrivere per altri artisti, ho cominciato professionalmente a 18 anni, quindi quest’anno è strano a dirsi ma sono i miei primi 10 anni di attività. Poi sicuramente produrre le mie canzoni e quelle di altri è un lavoro che mi appassiona tanto, insieme a Iacopo Pinna abbiamo una nostra etichetta discografica nel quale ci dedichiamo insieme a dei progetti che ci piacciono. E sicuramente scrivere e cantare le mie canzoni e i miei dischi è una parte molto bella e importante, la mia ora di ricreazione.

“Suxmario” è il tuo ultimo disco. Qual è il suo filo conduttore? Vuoi parlarcene?

Certo. Ho scritto quasi tutti i brani nel 2016, avevo 23 anni. Sicuramente il filo conduttore è quello che stavo vivendo in quel periodo, cioè quel passaggio fra l’adolescenza e l’età adulta. Mario mi sembrava la sintesi perfetta, perché è un supereroe atipico, cioè non capisci se è un bambino coi baffi o un uomo di mezza età che non è mai cresciuto abbastanza. Ecco, mi sentivo un po’ così. 

Sei un autore di grandi nomi come Renato Zero e Ornella Vanoni, puoi raccontarci un aneddoto legato ad un brano per loro scritto?

Ce ne sono tantissimi, ogni canzone è una storia. Mi viene in mente “Il grande incantesimo”, che avevo scritto a Uri, in Sardegna nel 2013 e, legandola a un periodo un po’ turbolento, non avevo mai fatto ascoltare a nessuno. Dopo 6 anni l’ho fatta riuscire dal cassetto e l’ho registrata al volo, in casa e l’ho mandata a Renato, che è stato il primo ad ascoltarla e l’ha fatta sua meravigliosamente. Le canzoni fanno giri assurdi spesso ma hanno sempre una destinazione.

Un duetto che ti piacerebbe…

Tantissimi. In Italia mi piacerebbe duettare con Margherita Vicario, con i Pinguini Tattici Nucleari, con Pino D’Angiò o con i Selton, perché sono sicuro che mi divertirei un sacco. Poi visto che siamo nel campo dei sogni mi piacerebbe un sacco duettare con tanti artisti o produttori stranieri, da Caetano Veloso a Brian Eno, da Natalia Lafourcade a a Sufjan Stevens. In generale ce ne sono tantissimi, anzi potrei non finire mai, quindi mi fermo qui.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”?

La mia collezione di calzini spaiati è uno spettacolo, ve lo giuro.

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