Liam: “”Città di Carta” progetto che racchiude Liam al 300%. A fine Aprile uscirà un nuovo pezzo”

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Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Liam, all’anagrafe Simone Vianello compositore, cantante e polistrumentista. A novembre è uscito “Cuori Bianchi” Feat Care, “Città di Carta” è il suo nuovo singolo. Ad Aprile è atteso un nuovo brano.

Come ti sei avvicinato alla mondo della musica? Perchè hai scelto questo nome d’arte?

Mi sono avvicinato al mondo della musica all’età di 9 anni, alle elementari, quando mi hanno detto di scrivere una poesia inventata da zero, ma io scrissi una canzone, perchè avevo bisogno di una base musicale su cui appoggiarmi per esprimere emozioni vere e forti. Devo l’approccio di base a mio padre, che mi ha fornito tutti i mezzi per raggiungere i risultati che ho ottenuto fino ad ora.

Liam è associato a un periodo della mia vita molto confuso, soprattutto a livello sentimentale, ma anche per ciò che riguardava il mio futuro. Nasce durante il primo anno di università, nel quale il cambiamento lo senti eccome: stai diventando grande, stai facendo ciò che ti porterà al mondo del lavoro, e stai chiudendo la tua fase adolescenziale, per entrare in quella adulta ormai. Liam deriva da “William”: nella dinastia anglosassone sta a significare “forza di volontà”. Ma nella scrittura, per comporre musica, non serve solo il coraggio di rialzarsi e di mettersi in gioco. A parer mio la vera condanna di un artista sta nel fatto che sia costretto a convivere con un vuoto, col dolore, solo così è capace di colpire in pieno al centro il cuore delle persone, immedesimandosi in ciò che loro provano. Così da William decisi di togliere “will” e di lasciare solo Liam, per ricordarmi che se molte volte sto male, sto male per il solo motivo di scrivere musica.

Città di Carta” è il tuo nuovo singolo. Quale messaggio vuoi lanciare?

“Città di Carta” è un progetto che racchiude Liam al 300%. È il mio stile per antonomasia, il genere nel quale mi ci rivedo completamente: la chitarra elettrica “clean” con Delay e reverbero, la parte rappata/melodica nella seconda strofa, il ritornello martellante che ti ricordi anche se non vuoi, insomma la “Hit”. Inoltre grande rilevanza va affidata al testo: in quelli precedenti ho sempre parlato di una lei che ho perso a causa mia, qui confermo questo fatto, specificando che rimane uno dei miei più grandi desideri. È lei la mia “città di carta”, quel desiderio che teniamo con noi, inimitabile, seguito da una storia che nessuno potrà mai capire completamente, ma così fragile che può volare via con un po’ di vento e distruggersi con un po’ di pioggia. La città di carta, per i cartografi, è una città inventata per rendere le mappe inimitabili. Le rende uniche, perchè appartiene solo a loro. È lo stesso concetto di un desiderio che abbiamo nascosto, ci rende unici, speranzosi, forti, ma anche deboli perchè sappiamo che quel desiderio ha un sacco di ostacoli che lo circondano, una marea di nuvole sopra di esso, pronte a far piovere.

Progetti futuri?

Non posso dire troppo su questo, ma ultimamente nel mio canale Instagram sto lanciando segnali evidenti dell’uscita di un mio pezzo a fine Aprile, la cosa più giusta da fare è seguirmi su will.liam.off!

Una collaborazione che sogni…

Sogno una collaborazione con Irama, Ultimo e Blanco. A livello internazionale, nessuno batte Ryan Tedder e OneRepublic, non desidero altro.

Che ne pensi della musica italiana di oggi?

La musica italiana di oggi è molto varia, ma ultimamente sopravvale la musica che “gasa”, quella trap/rap che parla con carattere aggressivo, superiore e molte volte esagerato. Non mi piace troppo, anche se trovo che molti artisti di oggi portino una musica nuova e fresca (Blanco, Salmo, Fasma, Irama, Lazza) anche se a volte si fanno trascinare da queste ondate da periferia, sulle quali non mi metto contro, ma credo siano scelte, anche se non propriamente musicali al 100%.

Credo inoltre che sia molto più facile, rispetto ad una volta, entrare nel mercato musicale, visto che i distributori online e produttori di media qualità lo consentono. Io ho avuto un percorso diverso rispetto a loro, ho vissuto la musica quando ancora le basi su YouTube non c’erano nemmeno, e mi sono costruito dalle radici, già alle elementari come dicevo: so suonare, cantare, produrre, arrangiare e capire qual è la strada giusta per arrivare ad una canzone che prenda mente e cuore. Sono molto felice di questo.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”?

Uno spettacolo nel cassetto per me è un’immagine che si ha nel cuore e che si vorrebbe vivere da protagonisti un giorno nel futuro. Per me sarebbero le migliaia di persone in un Arena che cantano una mia canzone. 

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