Rossometile: “Stiamo lavorando ad un disco celebrativo per i nostri 25 anni”

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Oggi abbiamo il piacere di presentarvi i Rossometile, una band nata a Salerno. “Desdemona” è l’ultimo dei cinque album prodotti.

Rossometile, come mai questo nome? Com’è nata la vostra band?

Il rosso di metile è un composto chimico, un indicatore di acidità, a un certo valore di pH il rosso di metile determina l’immediata colorazione rossa di una soluzione incolore. Pensammo che sarebbe stato originale immaginare di trasporre in musica il fenomeno cromatico che avviene in chimica col rosso di metile. E così unimmo le parole “rosso” e “metile” creando il nostro “rossometile”.  

La band è nata 24 anni fa a Salerno grazie all’incontro tra il chitarrista Rosario Runes Reina e il batterista Gennaro Rino Balletta con l’intento di fare inediti, non ancorati ad un genere in particolare o ispirati a modelli da seguire. Negli anni infatti la nostra sperimentazione ed i vari gusti musicali di ogni membro della band, hanno dato vita ad una produzione discografica mai uguale, né facilmente catalogabile, anche se la matrice di base resta il metal. La formazione dei Rossometile è completata dal bassista Pasquale Pat Murino entrato nella band nel 2010 e dalla cantante Ilaria Hela Bernardini unitasi alla band nel 2019. Desdemona è l’ultimo dei cinque album prodotti dalla band ed è stato pubblicato l’11 aprile scorso. 

“Desdemona” è il vostro ultimo progetto discografico. Qual è il suo filo conduttore?

“Desdemona” è un nome femminile di origine greca che significa “nata sotto una cattiva stella”. Le tematiche trattate sono il distacco, la separazione, il momento del passaggio. I personaggi che raccontano le storie in ciascun brano sono personaggi in cerca di una vita migliore, di una giustizia, di una speranza che solo poche volte arriva spontaneamente, mentre spesso invece deve essere conquistata compiendo sacrifici o trasformazioni radicali — e qui tornano i temi del cambiamento e del passaggio. Ci è sembrato bello dedicare un lavoro a questo tipo di tematiche perché sono in genere connesse ad avvenimenti dolorosi della vita di un individuo, — la morte di un caro, la fine di una relazione, la paura dell’ignoto e del futuro — avvenimenti che sono capitati anche a noi nel corso della nostra vita, e che in questa maniera abbiamo voluto in qualche modo “esorcizzare”, per comunicare che tutti stiamo facendo lo stesso viaggio e che questi momenti sono naturali criticità della nostra vita, necessari al nostro stesso sviluppo come individui e anche come anime. 

Tre aggettivi per definire la vostra musica…

Contaminata, tradizionale, spirituale.

A chi vi ispirate?

Chi ci ha ascoltato ha percepito somiglianze con le icone del Symphonic Metal, primi fra tutti i Nightwish, cosa che sicuramente ci ha onorati tantissimo! Il nostro intento era proprio di collocare la nostra musica in quel tipo di immaginario: ci ispiriamo molto a Nightwish, Within Temptation ed Epica per fare alcuni dei nomi più grandi del genere, basti pensare che la nostra cantante ha iniziato ad approcciarsi alle sonorità gotiche tramite gli Evanescence e al metal vero e proprio tramite i Nightwish! Ciascuno di noi ha comunque ispirazioni ed estrazioni differenti, e nel lavoro di composizione cerchiamo di mescolare queste nostre influenze per mantenere delle caratteristiche assolutamente personali, ponendo molta attenzione a ricerca e sperimentazione.

Progetti futuri?

Abbiamo in lavorazione un disco celebrativo per i 25 anni che la band compirà il prossimo anno, nonché alcuni inediti per il futuro album. Nel cassetto purtroppo per ora è rimasta la voglia di portare la nostra musica dal vivo, anche se ci stiamo comunque preparando in attesa del momento in cui sarà possibile esibirsi live; ci stiamo però impegnando per realizzare il sogno di farci conoscere anche fuori dai confini nazionali. 

Cos’è per voi… (citando il nostro sito)… “uno spettacolo nel cassetto”?

Potrebbe essere la parte migliore di se, che però la vita costringe a tenere chiusa in un cassetto. Ma i cassetti sono fatti per essere aperti e quindi bisogna sempre desiderare e sforzarsi affinché la parte migliore di noi esca dal quel cassetto e produca i suoi frutti. E allora sarà davvero uno spettacolo.

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