Iravox: “Purtroppo la musica italiana è da ritenersi quasi “clinicamente morta””

Iravox, all’anagrafe Lorena Asaro è una giovane cantautrice milanese. Con Viola Valentino ha cantato in duetto in “Senza limite”. Oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con lei, tra presente e futuro.

Da quanto tempo ti occupi di musica?

Praticamente da sempre. Fin da piccola ascoltavo qualsiasi genere musicale esista al mondo, grazie a mio padre, Fausto Asaro, cantautore, esperto di arte, musica e cinema, nonché grande collezionista di vinili. A nove anni chiesi come regalo di compleanno una bella chitarra. Dopo di che arrivò il corso di chitarra, di canto, di danza e di teatro e iniziai prestissimo a comporre le prime canzoni inedite. A quindici anni mi esibivo nei teatri con le varie scuole che frequentavo e facevo i primi concerti di fine d’anno per il liceo. Verso i diciassette anni, iniziai a partecipare a molti concorsi musicali e ho fatto esperienze meravigliose, riuscendo spesso ad arrivare a disputare “le finalissime” nei più importanti templi della musica di Milano e d’Italia. Nel 2011 vinsi un premio importante come cantautrice e venni premiata al Palafiori di Sanremo. Nel 2014 iniziò ufficialmente il mio percorso discografico con l’uscita del brano Febbre che fu il singolo indie più trasmesso dalle radio italiane nella categoria “Absolute Beginners – donne”. Da lì, non ci siamo mai più fermati.

Quale è stata la spinta che ha fatto sì che iniziassi a creare musica?

Da sempre, scrivo su un “diario segreto” impressioni, racconti e poesie. Appena ho avuto tra le mani uno strumento musicale, ho voluto provare a musicare le parole che scrivevo. Immaginatemi seduta sul letto con la chitarra classica in mano e il diario aperto davanti. Ho sempre cercato di “cantare” quello che scrivevo e da lì, riuscire ad ottenere delle canzoni il passo è veramente breve.

Raccontaci del tuo ultimo progetto discografico.

Il brano “Come i Delfini” è una ballad Elettro-Pop, onirica, dalle atmosfere magiche e dalla melodia dolce e sognante. É nata da un testo che parla di un amore appena sbocciato tra due persone che vivono un impedimento alla realizzazione del loro sentimento. Lei, cantando ad uno specchio, dice a lui “fammi sapere se il domani sul nostro amore sorgerà” e lui, ballando sullo specchio dell’acqua di mare, gli risponde con passi di danza e gesti d’amore profondo. Da testo e musica si intuisce che il loro legame va al di là di tutte le distanze e di tutti. Gli impedimenti e che presto i due potranno vivere il loro amore liberamente.

Spiega con 3 aggettivi il tuo stile musicale.

Grintoso, fantasioso e raffinato.

In quale stato di salute riversa oggi la musica italiana a tuo parere?

Purtroppo la musica italiana è da ritenersi quasi “clinicamente morta”. Sempre più spesso, ascolto il mainstream da milioni di ascolti, completamente asservito alle logiche di marketing e vincolato alle mode. Poi vado su YouTube scopro progetti meravigliosi che restano nell’ombra assoluta con cinquecento visualizzazioni sul videoclip. A troppi bravi artisti le case discografiche rispondono che ci vogliono tantissime visualizzazioni per venire presi in considerazione e la cosa è davvero irritante. Risultato? I network trasmettono prodotti a tavolino senza motivo di esistere, canzoni orribili, turpiloquio nei testi usato per sconvolgere, cloni dei cloni, “zumbe” per creare i tormentoni estivo, mentre chi veramente fa musica vera che rimane a casa a guardare.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “Uno spettacolo nel cassetto”?

Per me è quello che ho io nel mio cassetto… Da molti anni ho ideato uno spettacolo di musica accompagnata da video proiezioni e video-arte. É uno spettacolo con un fil-rouge molto forte che accompagna lo spettatore in un viaggio artistico originale e lo immerge in mondi fantastico/fantascientifici davvero unici. Sarebbe meraviglioso un giorno poterlo performare e portare in giro sui palchi d’Italia.

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