Simone Giusti: “Raines Quest è un condensato della mia fanciullezza stracarica di ogni sorta di fantasmagorica fonte di felicità”

Oggi vi presentiamo un archeologo, copywriter, storyteller, formatore ed insegnante in comunicazione ed inoltre scrittore, Simone Giusti. “Raines Quest” è la nuova saga targata Sword&Sorcery.

Come ti sei avvicinato alla scrittura?

Fu grazie a uno shock. Subii quella che al tempo reputavo un’ingiustizia, e come risposta decisi che avrei mandato all’aria tutto quel che facevo e mi sarei messo a fare la cosa che mi piaceva di più, ma che non mi ero mai permesso sino ad allora: scrivere storie. Se non ricordo male era il 2002. Mi ci sono voluti altri quindici anni per capire che gli shock sono sempre grandi opportunità.

Tre aggettivi per definirti…

Innamorato. Contemplativo. Voglioso di fare.

“Raines Quest” da che cosa sei stato ispirato per queste avventure? 

“Raines Quest” è un mix letale di tante fonti d’ispirazione. Te le snocciolo in ordine di grandezza a partire dalla primaria fino alle più segrete.

Innanzitutto dal personaggio di Ash Williams de “L’Armata delle Tenebre”. Raines somiglia parecchio a lui. A seguire dagli altri mitici antieroi anni Ottanta tra cui Jack Burton di “Grosso guaio a Chinatown”, Jena Plissken di “Fuga da New York” passando per i vari Indiana Jones, Han Solo, John McClane e altri sbruffoni del cinema targato USA anni Ottanta. Poi arrivano le fortissime influenze della serie di librigame di Lupo Solitario, a cui Raines Quest si ispira tantissimo per le illustrazioni, le schede dei personaggi e la mappa iniziale. Si passa per Conan fino ad approdare al gioco di ruolo Dungeons&Dragons anni Ottanta. In pratica Raines Quest è un condensato della mia fanciullezza stracarica di ogni sorta di fantasmagorica fonte di felicità.

Puoi raccontarci l’idea di questa saga?

Era il 2011. Venivo da un anno intero passato a scrivere un romanzo storico gigantesco ambientato a inizio Cinquecento. Avevo voglia di qualcosa di scanzonato e goliardico, e così iniziai a scrivere le avventure di Raines attingendo alla poderosa mole di informazioni su quel periodo storico. Vennero fuori due romanzi parecchio corposi e la struttura per un terzo. Ma poi il progetto si arenò: avevo bisogno di trovare una visione che fosse totalmente sua. Questa è arrivata un paio di anni fa quando Italian Sword&Sorcery mi chiamò a scrivere racconti per il suo portale… e fu tutto chiaro! Raines doveva essere una saga con tre episodi per libro, storie brevi, veloci, azione e battute su modello cinematografico con tanto divertimento e adrenalina; inoltre ci dovevano essere le illustrazioni e una copertina come le locandine dei film. A tutto questo si sono aggiunti librigame e un gioco di ruolo (in lavorazione da due anni), che vedranno la luce a partire già da quest’anno. Da idea nasce idea, il tutto in una fucina fatta di divertimento e passione.

Progetti futuri?

Già portare avanti l’universo “Raines Quest” è un bel progetto a tempo pieno, ma non mi fermo lì. Arriveranno grandi uscite, molte storie, non solo fantasy e non solo cappa&spada. Pensa a cosa ti piacerebbe leggere… ecco, probabilmente uscirà. 

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “Uno spettacolo nel cassetto”?

È quel qualcosa che sarebbe un dono stratosferico per te e per l’umanità, ma non te lo permetti. Svuotiamo i cassetti. Liberiamo gli spettacoli che siamo noi.

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