Azimut: “”Swing per Anna” ha un finale a sorpresa, proprio per sottolineare che in amore non è mai detta l’ultima parola”

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi gli Azimut, una band nata in un paesino della vallata del Bidente. “Swing per Anna” è il loro ultimo singolo.

Com’è nata la vostra band? Come mai “Azimut”?

Ciao a tutti, innanzitutto grazie mille per questa intervista. Gli Azimut nascono dall’idea di alcuni amici provenienti da un piccolo paesino della vallata del Bidente, che per trovare qualcosa di più entusiasmante rispetto alla solita routine giornaliera hanno deciso di dedicarsi e di mettere i loro pensieri in musica. Abbiamo scelto il nome Azimut perché storicamente l’azimut era definito come linea dell’orizzonte soprattutto nel campo della navigazione, e a noi piaceva questa idea di iniziare un viaggio verso qualcosa che non raggiungi mai. 

Le vostre esperienze in carriera…

In questi primi dieci anni di Azimut, siamo riusciti a toglierci qualche soddisfazione partecipando a numerosi concorsi musicali sia a livello provinciale che regionale, che ci hanno permesso di crescere e di capire chi siamo e cosa siamo capaci di fare. Inoltre siamo molto contenti di tutti concerti che abbiamo fatto in tutti questi anni, ovviamente speriamo di farne ancora di più in futuro. 

“Swing per Anna”, qual è la genesi di questo brano? Quale messaggio volete lanciare?

Questo brano è nato dall’esigenza di raccontare una storia d’amore non nel solito modo fiabesco. Si è voluto mettere all’interno del brano un po’ di malinconia e creare anche un po’ di confusione che è ciò che crea un sentimento d’amore, il tutto condito con un finale sospeso proprio a voler sottolineare che, in amore, non è mai detta l’ultima parola. 

Una collaborazione che sognate…

Di collaborazioni dei sogni ce ne sarebbero a migliaia da citare ma veramente a migliaia, ma se dobbiamo tirar fuori un nome probabilmente sarebbe la Premiata Forneria Marconi perché incarna e si avvicina molto alla nostra idea di musica e di concezione di quest’ultima e di come ci rispecchiamo in quei ragazzi di ‘Come ti va in riva alla città?’ essendo noi provenienti da un piccolo paesino di provincia. 

Cos’è per voi… (citando il nostro sito) …”Uno spettacolo nel cassetto”?

Secondo noi “lo spettacolo nel cassetto” non ha dei veri e proprio requisiti ma si traduce in uno stato d’essere sul palco. Una sinergia che  trova equilibrio fra tantissimi punti: la vibrazione del palco, il riscontro del pubblico, la sintonia fra di noi, i volumi di quella serata. L’ energia che si sente sul palco quando questi elementi si uniscono è una vera e propria magia.

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