Aggie – Bimba // Da Gerard Way alla Sposa cadavere: la trap che veicola una sottocultura

Si è presentata sulle scene con il party di Amo Top; ora che abbiamo la sua attenzione, Aggie vuole dirci qualcosa di sé e del suo mondo: è questo l’intento di Bimba, il suo secondo singolo. La producer costruisce un beat trap su un sample preso dalla colonna sonora de La sposa cadavere di Tim Burton, e si racconta attraverso rimandi e citazioni che costellano i lyrics del brano. Un orecchio attento alle parole del testo non mancherà di cogliere riferimenti al Billie Joe Armstrong di Jesus of Suburbia, ai Blink-182 del Mark, Tom & Travis Show, al Jack Skellington di Nightmare Before Christmas o al Barnabas Collins di Dark Shadows (ma anche ad artisti meno sospettabili come i Fall Out Boy o i The Maine di Lovely Little Lonely). Dopo l’EDM discotecaro e tamarro di Amo Top, il sound di Bimba potrebbe sorprendere, ma si tratta solo della naturale rappresentazione delle influenze poliedriche di Aggie. La trap la fa divertire, le fa venire voglia di raccontarsi come un personaggio di un fumetto, la fa sentire proprio come una bimba.

“Ho scritto Bimba con un obiettivo preciso: parlare di me. Non mi interessa parlare degli altri o mettermi a confronto; voglio parlare delle cose che amo, delle cose che mi ispirano e raccontare la mia storia. Voglio far capire chi sono a chi si imbatte in me per la prima volta. Ho scritto Bimba per me, per celebrarmi, per divertirmi. Perché sono una figa.”

BIO

Si fa chiamare Aggie, ma il suo vero nome è Agnese; classe 1996, è originaria di un paesino di provincia a metà tra Milano e Varese. La nebbiosa dimensione della suburbia le sta stretta fin da adolescente, quando inizia a scrivere testi per raccontare quanto si senta in gabbia. Cominciando a frequentare Milano per studiare Audio Engineering alla SAE capisce che la città la fa sentire davvero libera di essere sé stessa. Cresce sotto l’influenza di tanti generi musicali diversi, dai grandi mostri pop all’emo/punk rock fino al reggaeton; suona svariati strumenti tra cui pianoforte e batteria. A 22 anni capisce che interpretare cover non le basta più, e scrive il suo primo pezzo. Da lì l’irrefrenabile desiderio di raccontare sé stessa al mondo attraverso un melange musicale e linguistico tutto suo.

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