Benedetta Grazzini: “La nostra società ha sminuito la figura dell’artista. “Io Sogno”…”

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Benedetta Grazzini. “Io Sogno” è il suo ultimo singolo impreziosito dalla collaborazione con Valerio Negrini, firma dei Pooh.

Da quanto tempo ti occupi di musica? 

Ho sempre amato la musica, ma ho iniziato ad interessarmi in modo particolare ad essa da adolescente. Ho iniziato a muovere i primi a partire dai 16 anni, prendendo lezioni di canto e partecipando ad alcuni concorsi ed audizioni per musical, ma all’epoca la scuola è sempre stata la mia priorità. Una volta preso il diploma allora ho cominciato a dedicarmi completamente alla musica. Quindi sono ormai 10 anni.

Quale è stata la spinta che ha fatto sì che iniziassi a creare musica?

La voglia di esprimermi e di raccontare qualcosa di me e del mio mondo a chi non mi conosce.  Sono una persona molto timida ed esprimo difficilmente le mie emozioni ed i miei sentimenti, ma grazie alla musica riesco a farlo con semplicità.

Raccontaci del tuo ultimo progetto discografico.

“Io Sogno” è un singolo che nasce da un testo inedito di Valerio Negrini, il Poeta dei Pooh. Musica e arrangiamenti sono stati realizzati da Paolo Schianchi, eccellenza italiana che tutto il mondo ci invidia, che ha curato anche l’intera produzione del brano.

Lo scopo di questa canzone è quello di strappare un sorriso a chi l’ascolta, soprattutto durante un periodo come quello che stiamo vivendo da ormai un anno. Abbiamo tutti bisogno di staccare la spina, sorridere e pensare che dopo la pioggia torna sempre il sereno.

Spiega con 3 aggettivi il tuo stile musicale.

In realtà non ho uno stile musicale definito, perché ascolto di tutto e prendo ispirazione da tutto: pop, rock, blues, prog, k-pop, funk rnb, musica francofona, musica degli anni ‘80 e bel canto. “Io Sogno” è un brano decisamente legato al pop italiano, ma ammetto che è stato il mio primo approccio con questo genere da un punto di vista professionale e non da fan. Direi che l’aggettivo più semplice e completo per descrivere il mio stile è “internazionale”.

In quale stato di salute riversa oggi la musica italiana a tuo parere?

Vorrei poter dire che stiamo vivendo il periodo d’oro della musica italiana, ma non è così. Personalmente credo che la nostra società abbia creato troppi falsi miti che hanno via via sminuito la figura dell’artista. Al giorno d’oggi anche un bambino semplicemente giocando con un’app sullo smartphone è in grado di creare una melodia e magari chi la ascolta pensa di aver assistito a chissà quale virtuosismo. Ciò va ad alimentare l’idea che non serve a nulla saper leggere uno spartito musicale, studiare uno o più strumenti, magari diplomarsi al conservatorio e fare sacrifici veri per creare una canzone, tanto basta un’app sul cellulare e siamo tutti automaticamente degli artisti. E non c’è nulla di più sbagliato! Chi vive di arte (qualunque essa sia) sa di quanto studio e anche di quante lacrime, fatiche e notti in bianco è fatta questa vita. Vorrei tanto che si ritrovasse la consapevolezza di tutto ciò e che si riuscisse a fare una netta distinzione tra artisti e cacciatori di like e visualizzazioni.

A parte questo piccolo sfogo, credo che la musica italiana, come tutte le cose, debba evolversi senza però mai dimenticare le sue radici. Le novità sono sempre ben accette e stimolanti e possiamo sempre trovare nuove soluzioni per integrarle e fonderle alla nostra tradizione musicale, che è amata e stimata in tutto il mondo. Infine oggi è molto più difficile fare musica dal vivo a causa della pandemia; in questo ultimo anno l’Intera industria dello spettacolo ha subìto un duro colpo a causa del Covid-19 e sta davvero faticando a riprendersi. È terribile vedere i teatri, le accademie, i cinema e le sale da concerto ancora chiusi, ma la speranza è quella di vederli rinascere il più presto possibile.

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “Uno spettacolo nel cassetto”?

Pensando ad oggi direi che uno spettacolo nel cassetto è quello che tutti gli artisti sognano di portare in scena non appena sarà possibile farlo, ma in un’ottica più romantica, potrei dire che uno spettacolo nel cassetto non è altro che il nostro più bel ricordo, quello al quale siamo più legati e che custodiamo gelosamente. Un po’ malinconica come visione, ma i ricordi sono parte di ciò che siamo e senza di essi non ci sarebbe futuro.

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