Mosby Eugenio Bollani: “Vi racconto “C’erano Rossini, Ginevra e i Cannoli Siciliani”. Presto sarà pronta la sua seconda avventura”

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Mosby Eugenio Bollani. Gli è sempre piaciuto raccontare storie. Il suo lavoro di creativo l’ha portato ad incontrare esperienze, personaggi, situazioni da raccontare agli altri. A volte con uno slogan, altre volte con un video, altre ancora attraverso la tecnica del reportage. La pandemia l’ha costretto a star rinchiuso nel suo studio, ed allora è la penna e la tastiera che hanno iniziato a viaggiare e a riportare storie nuove da raccontare.

Le tue esperienze…

Creativo, videomaker, regista, papà, nonno.  Nel mio curriculum, che vi risparmio, si leggono nomi di agenzie pubblicitarie, case editrici, emittenti radio televisive. Sono stato uno dei Dj delle prime radio libere, il primo creativo italiano a fare un videoclip musicale, tra i primi a usare giornalisti come testimonial delle proprie testate.  Ho realizzato campagne e spot per il sociale, per delle robe da vestire e anche da mangiare. Ho seguito tre Sanremo per la prima radio italiana in televisione. Ho realizzato videoreportage su opere no-profit dall’Argentina alla Sicilia, firmato la regia di un docu-film su Pavarotti e su opere teatrali con protagonisti abili e disabili. Penso che possa bastare.

“C’erano Rossini, Ginevra e i Cannoli Siciliani”, com’è nato questo libro? Qual è la sua morale?

Da anni seguo delle realtà sociali della Sicilia nord occidentale, ho conosciuto persone, storie ed esperienze incredibili. Ho immaginato un personaggio che suo malgrado si ritrova in Sicilia a trovare la soluzione di un brutto fattaccio, e contemporaneamente incontra realtà, storie e personaggi degne di nota. Il racconto di una Sicilia inaspettata, ma davvero gustosa. Alla fine tutto si svela grazie all’attenzione e all’osservazione della realtà. E’ il metodo di Francesco Rossini il protagonista di quest’avventura.

A chi consigli il tuo libro?

A tutti i lettori curiosi.

Progetti futuri?

Quasi pronta la seconda avventura di Rossini, questa volta in Trentino.

Cos’è per te… “Uno spettacolo nel cassetto”?

E’ un mondo immenso che si svela, alla faccia dell’apparente limite delle dimensioni del cassetto. Un po’ come nella trilogia di Man in Black i villici dell’armadietto C-18.

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