Dominic: “Cerco di rendere la mia musica originale e perfettamente in linea con quello che è il mio gusto artistico”

Dominic, all’anagrafe Domenico Bruno è un cantautore classe 1991 nato a Pescia che vive in provincia di Lucca. Il suo primo album è uscito il 21 novembre ed è “Tempesta”.

Come ti sei avvicinato alla musica? 

Il mio primo incontro professionale con la musica risale a cinque anni fa, quando ho iniziato a prendere lezioni di canto e a studiare il pianoforte, mentre la scrittura è per me un impulso naturale che ho da che ho memoria. 

Sei un artista poliedrico, ti piace questa definizione? Quale arte senti più tua? 

Trovo che sia una bellissima definizione: cerco sempre di compiere un’attenta ricerca per rendere la mia musica unica, originale e perfettamente in linea con quello che è il mio gusto artistico. Abbracciare più forme d’arte rende questa ricerca ancora più ricca e dunque capace di veicolare un messaggio inequivocabile di chi sono, cosa ho da dire e come voglio farlo. 

I’m Afraid”, qual è il messaggio che vuoi lanciare con questo brano? 

La stesura di “I’m Afraid” è stata un vero e proprio percorso di autoanalisi con me stesso, dove il brano è nato e si è sviluppato nel corso delle varie “sedute”; mi sono messo faccia a faccia con le mie più grandi e recondite paure, giungendo alla conclusione che la paura altro non è che istinto di sopravvivenza e che dunque cela una buona quantità di coraggio! 

Tempesta”, com’è nato questo brano? 

“Tempesta” è nato proprio durante un temporale, mentre me ne stavo alla finestra ad ammirare i fulmini e la pioggia cadente (cosa che faccio spesso in quanto sono affascinato da questi eventi atmosferici). Mentre osservavo il cielo ho cominciato a pensare quanto fosse emblematico starsene per diversi minuti in attesa di carpire il bagliore di un fulmine che mi sarei perso se avessi sbattuto le palpebre nel momento sbagliato e che quand’anche l’avessi visto, sarebbe comunque stato solo per un fugace istante. Questa analogia si sposa perfettamente con qualche esperienza della mia vita. 

“Tempesta” dà il nome al tuo nuovo album, qual è il suo filo conduttore? Puoi raccontarcelo? 

Il filo conduttore è la tempesta stessa, che diventa metafora di quelle che sono le avversità che ciclicamente si presentano nelle nostre esistenze: l’album è il viaggio di chi ha deciso di non scappare ma di fiondarsi dentro la tempesta sfidandola e scoprendo che c’è un perimetro di quiete proprio dentro l’occhio del ciclone (e questo è un fatto scientifico dei cicloni e anche un verso del brano conclusivo, “Quiete”). 

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”? 

Un’opera che possiede intrinsecamente delle caratteristiche spettacolari, ma essendo appunto in un cassetto, nessuno ancora la conosce: è una perla rara, forse per pochi, ma non per questo meno spettacolare. Il bello della musica? Che diversamente da una perla, può essere condivisa da chiunque e in qualsiasi momento. Dunque apriamo questo cassetto e vediamo che spettacolo ne esce fuori!

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