Douglas Dare pubblica ‘Heavenly Bodies’, l’ep digitale con 3 nuovi straordinari brani (Erased Tapes/Audioglobe)

Pubblicato in digitale l’11 dicembre, ‘Heavenly Bodies’ contiene tre nuovi brani in cui la carattestica voce di Douglas Dare è accompagnato dalla London Contemporary Orchestra. Nell’ep si trovano un inedito, un’ipnotizzante rivisitazione di ‘Dance Me to the End of Love’ di Leonard Cohen ed il duetto con Peter Broderick. 

Registrato all’inizio di settembre, in pieno lockdown, nella bellissima chiesa di St John of Jerusalem ad Hackney, Londra, l’ep è accompagnato da una performance audio-visual diretta dal documentarista e film maker Simon Lane, che ha precedentemente lavorato con Daughter oltre ad aver realizzato un documentario su Bob Marley e vinto numerosi riconoscimenti. Il video accompagna il brano ‘Heavenly Bodies’. Oltre a questo, nell’ep si trovano ‘Heartstrings’ – l’inedito scritto ancora nel 2012 da Douglas Dare e registrato l’anno successivo con Peter Broderick nel suo appartamento a Berlino, in attesa di trovare il momento giusto per venire pubblicato – e ‘Dance Me to the End of Love’, brano di Leonard Cohen straordinariamente rivisto da Douglas Dare con nuovi arrangiamenti da parte della London Contemporary Orchestra. 

“I can’t wait for people to hear these songs, new and familiar, all with strings.“  – Douglas Dare

Douglas Dare in concerto in Italia:

23 marzo 2021, Milano, Germi

24 marzo 2021, Lugano (CH), Studio Foce

biglietti in vendita in cassa la sera dei concerti

info tour: www.internationalmusic.it

‘Heavenly Bodies’ segue la pubblicazione di ‘Milkteeth’, il disco pubblicato a febbraio, il terzo album per Douglas Dare, punta di diamante nel panorama electro-pop moderno. Prodotto da Mike Lindsay – membro fondatore dei Tunng e metà dei Lump, con Laura Marling – nel suo studio a Margate, in soli dodici giorni, ‘Milkteeth’ mostra l’artista senza veli e a suo agio con la propria identità. 

Precedentemente noto per le sue doti al piano, in ‘Milkteeth’ Dare approccia nuovi strumenti, tra cui l’autoharp. Il disco si muove tra linee di pianoforte, arpeggi e testi che parlano di innocenza infantile, vulnerabilità e di ballate per le nuove generazioni,  testi deliberatamente semplici e familiari sin dal primo ascolto. 

Il debutto di Douglas Dare risale al 2014, con la pubblicazione dell’acclamato ‘Whelm’, a cui ha fatto seguito, due anni dopo, ‘Aforger’. Nel 2017 Dare è stato chiamato a reinterpretare ‘Dance Me To The End of Love’ in occasione della Leonard Cohen exhibition ‘A Crack In Everything at the Contemporary Art’ al museo di Montrel, attualmente in mostra al Jewish Museum di New York. Dare è stato inoltre invitato da Robert Smith ad esibirsi al Meltdown Festival nel 2018.

La musica di Douglas Dare è schietta e diretta e parla di temi universali come l’amore, la perdita, l’infanzia, ma dal punto di vista delle personali esperienze dello stesso Dare. La sua musica da voce e forma a tutti coloro che si sentono diversi e fuori luogo e Dare lo sa fare in un modo onesto, semplice  e sincero. 

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