Luca Dell’Olio, fuori oggi “Quasaridioma” il primo disco del giovane artista

Quasaridioma è il primo disco del giovane artista comasco, torinese d’adozione, Luca Dell’Olio. 

Un album intenso, figlio dell’amore per il songwriting di Neil Young o Nick Drake ma allo stesso tempo mutevole, dove c’è spazio per Lou Reed ma anche per il grunge, per gli anni ’70 ma anche per le influenze contemporanee. Un disco nel quale sonorità acide e grezze incontrano e atmosfere più eteree fino ad una space-cumbia conclusiva che ben si armonizza con la ricerca sonora dell’intero lavoro.

Registrato e masterizzato da Raffaele Orrù al dBis Studio, presso i Magazzini Docks Dora di Torino, l’album Quasaridioma uscirà l’11 dicembre 2020.

Quasaridioma è un album mutevole, pensato seguendo due filoni principali: la critica e la visione di Dell’Olio sulla società e sulle sue malattie da una parte, ma anche le visioni e le ispirazioni puramente emotive dell’autore dall’altra. I primi quattro brani abbracciano le influenze del rock classico/surf rock, figlio di Neil Young e dei Pixies, con venature grunge e psichedeliche, in cui le chitarre acustiche lasciano spazio sonorità più grezze, acide e dissonanti. Nella seconda parte dell’album, invece, le atmosfere cambiano fortemente: l’intrecciarsi delle tracce lascia spazio a sonorità più malinconiche -Out of the Blue ne è un esempio- fino all’inaspettata chiusura dal sapore di space-cumbia, che cambia senza preavviso le carte in tavola. Quasaridioma è un album che vuol far viaggiare: l’idea è che la musica sia un linguaggio, un idioma appunto, che proviene da lontano nello spazio/tempo e che riesce a parlare e mostrare all’ascoltatore una moltitudine di strade percorribili. E’ così che gli anni ’70 si mescolano ai giorni nostri e la cumbia sudamericana, all’improvviso, incontra una scrittura a là Tim Buckley o Lou Reed.

Ho iniziato a pensare di poter realizzare un disco in una torrida giornata di agosto 2019, in Sardegna. Ero in un campeggio molto speciale, non lontano da Oristano, il Nurapolis. Luogo mitico, carico di storie, di legami duraturi, di natura e di musica. Li conosco Raffaele Orrù, tecnico tuttofare del posto con cui scopro di condividere un’immensa passione per la musica. Lui ha uno studio a Torino, io ho decine di canzoni pronte. I pianeti si allineano ed ecco che a gennaio 2020 ci ritroviamo ai Docks Dora, con lo studio poco riscaldato a registrare, traccia dopo traccia, le 8 canzoni di Quasaridioma. Si aggiungono diverse persone al progetto: Carlo Tettamanti, amico ed ex compagno di band alle chitarre elettriche coi loro effetti; Davide Ritelli, conosciuto in terra piemontese, ai bassi e contrabbassi mentre Letizia Mari e Marta Tangredi danno una voce di supporto in Out of the blue e Pale Shallow Waters. Ultimo ma non meno importante Nicola Lotta, batterista in forza ai Love Trap, che si improvvisa tastierista e realizza il layout per la copertina dell’album. Raffaele in tutto questo si rivela un preziosissimo elemento di supporto professionale, dalla più semplice microfonazione degli strumenti a inizio anno, fino al master del disco a giugno. Passando tanto tempo in studio ho capito davvero cosa significhi lanciarsi in un progetto simile. Le giornate sono infinite e brevissime allo stesso tempo, i dettagli diventano fondamentali, i suoni prendono forma man mano e i brani diventano così vivi, e carichi di una propria identità che arrivano ad avere un proprio –fortissimo- significato, che esula talvolta anche dal testo stesso, quel significato che sfugge a tutte le analisi critiche o alle recensioni. Quello che ho provato a fare, è trasmettere un messaggio assolutamente intimo, in cui il contenuto assume un senso profondo per ogni singolo ascoltatore, scavando sentieri nella sua memoria e poi magari, un giorno, mostrandosi a lui senza preavviso.

Luca Dell’Olio è un giovane cantautore comasco, ma torinese d’adozione. Infatti è proprio nel capoluogo piemontese che intorno al 2014 comincia a comporre i primi brani con influenze folk, bluegrass e rock classico. Nel corso degli anni sviluppa uno stile versatile e poliedrico, ispirato dalla tradizione musicale di giganti come Neil Young, Donovan e Nick Drake. Nel 2018 lancia due singoli “Unforgotten” e “I’ll walk” prodotti da Filadelfo Castro (già al lavoro con Paolo Nutini, Simply Red, Tiziano Ferro) e Stefano Mariani e registrati tra Como e Milano con la partecipazione di musicisti del calibro di Eugenio Ventimiglia (già al lavoro con Francesco Renga, Federico Poggipollini, Jordan Rudess) e Daniele Sala

Anticipato dal singolo “Disillusion Song”, il suo disco “Quasaridioma” esce l’11 Dicembre 2020.

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