Ganoona: “”Deserto” è la ballata di un amore al tramonto. Sto lavorando al nuovo disco”

Ganoona è un cantante, rapper e songwriter italo messicano. Abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con lui il quale ci ha raccontato come si è avvicinato a quest’arte ed il suo nuovo singolo “Deserto”.

Ganoona, come mai questo nome d’arte?

Viene da un libro: “Geoff in Venice, Death in Varanasi” di Geoff Dyer. Nel libro il protagonista, che sta perdendo la ragione, inizia a vedere questa sorta di divinità, ovviamente frutto della sua mente, e la chiama Ganoona. Ganoona fa delle rivelazioni sulla vita e sull’universo. Con questo nome volevo creare un alter ego che potesse parlare senza peli sulla lingua, potesse esprimere tutto quello che a volte non vogliamo o non possiamo esprimere nella vita di tutti i giorni.

Come ti sei avvicinato alla musica?

E’ sempre stata vicina, in casa mia fin da bambino si è ascoltata tanta musica. Parallelamente sono sempre stato appassionato della parola, la scrittura e la comunicazione. Quindi l’incontro di queste passioni era inevitabile. Anche se non è da molto che sto prendendo seriamente questa cosa della musica, saranno 4 o 5 anni.

Il 2020 è stato un periodo florido da un punto di vista artistico, sei stato particolarmente ispirato?

Sì. O meglio, nonostante la pandemia è un anno in cui mi sono successe molte cose, belle e brutte. Quando vivo intensamente ho l’esigenza di scrivere di quello che mi succede.

“Deserto” puoi raccontarci questo brano?

E’ la ballata di un amore al tramonto. Parla di quella sensazione fisica di distanza che sentiamo tra noi e una persona amata, quando le incomprensioni si sono fatte insormontabili, invalicabili come un deserto. Le sonorità Urban-Pop, piuttosto minimali, lasciano spazio alla voce e al testo. Avevo bisogno che le parole di questa canzone potessero risuonare chiaramente nelle orecchie dell’ascoltatore.

Sei tra i 61 partecipanti a Sanremo Giovani 2020, l’emozione…

Non me l’aspettavo e non ho scritto questa canzone con questo scopo. E’ stato tutto naturale e, nonostante il mio percorso a Sanremo Giovani per quest’anno si sia concluso, è stata un’esperienza interessante. Ho conosciuto degli artisti molto interessanti e mi sono confrontato con una realtà nuova, il che fa sempre bene.

Il tuo idolo…

Non ho idoli. Credo sia sano averne fino ai 18 /19 anni.. .Massimo… Se me lo aveste chiesto a 14 anni avrei risposto Eminem.

Hai dei progetti in cantiere?

Sto lavorando al disco. E’ il primo lavoro corposo a cui lavoro con la musica e sono super gasato. Sto cercando di fare il disco più bello che posso, e voglio esserne fan io in primis.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”?

Direi che, dato il periodo, lo spettacolo è un sogno nel cassetto… Un po’ dimenticato da tutti ma resta lì, la voglia di suonare dal vivo, spaccare i locali, aggregarci… La musica vive di questo. Appena sarà possibile torneremo sul palco con più voglia di prima. 

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