L3nto: “Per me questo è un periodo di grande ispirazione artistica. “Luca”…”

L3nto, all’anagrafe Luca Lentini è un cantautore italiano il quale fonde rap e pop. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, ci ha raccontato le sue avventure all’estero, i suoi obiettivi e “Luca”, il suo ultimo singolo.

“L3nto” come mai questo nome?

Mi chiamano “Lento” dai tempi del liceo, abbreviazione del mio cognome (Lentini). Da allora me lo sono sempre portato dietro. Ho scelto di metterci un tre giusto per richiamare un po’ la forma di un cuore, collegandolo al fatto che ho 3 sorelle che sono fondamentali in ogni cosa che faccio.

Come ti sei avvicinato alla musica e come al rap?

I miei genitori mi hanno sempre fatto ascoltare ottima musica già da piccolissimo e li ringrazio per avermi mostrato la differenza tra più generi. Mio padre in macchina passava da Rino Gaetano ai Pink Floyd, mia madre da Aretha Franklin a Tracy Chapman. La voglia di studiare chitarra e di immergermi nella musica arrivò immediatamente e da lì iniziai a scoprire nuovi scenari musicali ogni giorno. Successivamente, mia sorella maggiore mi introdusse all’Hip-Hop ed all’R’n’B, il linguaggio street iniziò a piacermi parecchio. Così, di conseguenza, seguii la prima wave di rap italiano, che non era ancora mainstream, ma piuttosto di nicchia, caratterizzato dalle rime articolate e dalle citazioni letterarie, che poi erano le stesse che ritrovavo nei miei libri del liceo. 

Sei stato negli Stati Uniti, in Inghilterra ed in Portogallo, che cosa ti porti dietro da queste esperienze? Che cosa ti ha colpito di questi Paesi?

Mi ha colpito senz’altro la voglia di emergere e la sana competitività che si crea. La vera esperienza è quella di arrangiarsi, indipendentemente dal paese in cui ci si trova. Si creano rapporti con persone che come te stanno viaggiando, ci si incontra e ci si aiuta quasi per istinto di sopravvivenza e poi alla fine nascono amicizie che si rivelano sincere e genuine, anche a distanza di tempo. Avevo realizzato che finché ero restato a casa avevo vissuto in una campana di vetro: il bello di viaggiare è misurarsi con un mondo sconosciuto, così da imparare, scoprirsi, maturare. 

“Luca” è il tuo nuovo singolo, un brano molto introspettivo. Puoi raccontarcelo?

Sono in un periodo di grande ispirazione artistica, ma come accade spesso ad ognuno di noi, ho avuto un blackout per un mese intero e non mi usciva nulla di entusiasmante. Qualche settimana fa presi in esame “Wild” di John Legend, al secondo ascolto percepii qualcosa di unico, proprio mentre stavo cenando (ascolto quasi sempre musica quando mangio), così lasciai le persone con cui mi trovavo in quel momento e mi chiusi in camera. In venti minuti “Luca” era pronta, così, come se fosse sempre stata nascosta da qualche parte dentro di me e aspettava che la facessi uscire. Rileggendola notai che erano emersi diversi stati d’animo, dalla malinconia all’incertezza del presente e del futuro… Quindi credo fosse coerente intitolarla col mio nome. Questo è un po’ il mio metodo, ho notato che meno ci metto a scrivere più ne esce un pezzo a mio avviso efficace, senza dover mai sforzare la penna.

Qual è il tuo obiettivo personale?

L’obiettivo principale in questo momento è studiare. Ho fame di arricchirmi musicalmente e la mia insegnante di canto mi sta aprendo nuovi orizzonti. Un passo anche minuscolo ogni giorno, in avanti. Mi piace pormi obiettivi a breve termine, il mondo va troppo veloce e tutto cambia dall’oggi al domani. Per adesso con la musica ho l’obiettivo di entrare in studio e uscire con qualcosa che mi abbia alleggerito e che possa soprattutto servire a qualcosa a chi ascolta. 

Un sogno

I miei sogni sono molto semplici, non voglio entrare troppo nel personale. Crescendo s’impara ad apprezzare le piccole cose e nel mio caso un sogno può essere la più grande sciocchezza, vista da fuori.

Cos’è per te (citando il nostro sito) ”uno spettacolo nel cassetto”?

Un armadio dei sogni su misura.

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