“Ladylight” è il nuovo singolo di Cirri

ladylight” è il nuovo singolo di cirri disponibile da oggi 13 novembre su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming.

Cirri nasce nel 2017 per mano di Paolo Grassi (Polpo) e Marco Greguori (Gre), circa un anno dopo la chiusura del progetto Viola&Mescalina, band in cui suonavano con Francesco Fugazza (produttore e musicista di Mahmood, NAVA e GINEVRA) e Marco Fugazza (a.k.a. Suorcristona, batterista per GINEVRA e produttore).
Dopo aver scritto le prime canzoni si sono rivolti a Stefano Elli (Elvis) per la produzione musicale, fino alla sua entrata in pianta stabile nella band.
Nel 2019 con “vladimir korea”, primo album della band, iniziano a delineare le sonorità del gruppo e le tematiche, spaziando dal rapporto di Gre con la figlia adolescente alla società, dall’interesse verso le popolazioni indigene all’adorazione verso la Generazione Beat (con scrittori e poeti come Kerouac e Ferlinghetti come riferimento).
Nel dicembre 2020 è prevista l’uscita di “urrà”, secondo album della band che li vede continuare il loro percorso di sperimentazione e ricerca musicale e testuale.

“ladylight”, secondo estratto dal nuovo album di Cirri, è un brano che strizza l’occhio all’indie-pop, pensato come un piano sequenza emozionale in cui il protagonista indaga i motivi di una separazione, di un allontanamento doloroso, ma allo stesso tempo l’osservazione dell’altro diventa conoscenza di sé. In “ladylight” la band bilancia la complessità degli stati d’animo con una musica volutamente orecchiabile per accompagnare l’ascoltatore in una sorta di viaggio iniziatico in cui il primo passo è l’autoconoscenza. 

“Nata d’istinto, dopo essere rientrati in studio da un concerto e un’intera notte di lavorazione, “ladylight” ha dato il via al progetto del nostro secondo album. È stata una sorta di koan (la pratica meditativa che consiste nel risolvere un quesito paradossale rivolto dal maestro all’allievo per aiutarlo nel risveglio della consapevolezza). Scrivere questa canzone, infatti, ci ha portato a intravedere le potenzialità dell’intero percorso che si è poi realizzato in ‘urrà’ come in un viaggio sciamanico collettivo.”

Il brano è stato interamente scritto e prodotto da cirri. L’artwork della copertina è stato curato da Paolo Grassi.

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