Sasha Torrisi: “La mia passione per la musica è nata a sei anni. Un incontro indimenticabile quello con il Dalai Lama”

Oggi abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Sasha Torrisi, ex frontman dei Timoria. L’artista ci ha raccontato come si è avvicinato al mondo musicale, di “Itaca” il suo ultimo ep e di un insolito incontro che si è rivelato indimenticabile.

Com’è nata la tua passione per la musica? 

Naque a sei anni suonando un pianoforte. Poi i miei vollero che studiassi musica e che coltivassi questo talento naturale. Passando poi per molteplici esperienze musicali e di vita, eccomi qui con un bagaglio di 28 anni di carriera. 

Nel 1997 sei entrato a far parte dei “Timoria”, dopo l’addio alla band di Francesco Renga… quant’è stato difficile raccogliere un’eredità “così pesante”? 

Di certo non è stato facile, ma credo di aver fatto la scelta migliore decidendo di interpretare le canzoni a mio modo e senza tentare di essere la brutta copia di qualcun’altro. Ovviamente i fans storici non hanno da subito apprezzato, ma poi sono arrivate le risposte che speravo. 

Hai partecipato al 52° Festival di Sanremo… puoi raccontarci qualcosa di quell’esperienza? 

In realtà è stata una bellissima esperienza condivisa coi miei compagni di avventure, anche se quel palco stava un po’ stretto ad una rockband come noi. Comunque un’esperienza che mi ha fatto crescere. 

Come mai hai deciso di chiudere con i “Timoria”? 

Io non ho deciso nulla, è stata una decisione presa insieme che ci ha portato a fare esperienze diverse. Vorrà dire che anzichè apprezzare un disco dei Timoria, il pubblico ha la possibilità di apprezzarne cinque diversi. 

Qual è il filo conduttore del tuo ultimo ep “Itaca”? 

Ovviamente il viaggio. Un viaggio a volte onirico e surreale alla ricerca del proprio io più profondo e intimo, quello più vero. Come un moderno Ulisse tra le difficoltà della vita attuale. 

Che cosa rappresenta per te la pittura? 

E’ semplicemente un altro modo di esprimere me stesso attraverso l’arte. Mi consente di essere libero e di reinterpretare la vita illuminandola di colore. 

Un incontro indimenticabile… 

Probabilmente il Dalai Lama. Suonammo per lui a Milano e poi lo incontrammo. Aveva uno sguardo così profondo e pacifico che risultava spiazzante. 

Cos’è per te… (citando il nostro sito)… “uno spettacolo nel cassetto”? 

E’ quel sogno artistico-musicale a cui sto pensando da un po’ ma che non ho ancora realizzato… ma ve ne parlerò più avanti. 

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