Giostre: “In “Gettoni” viene fuori la personalità svogliata di Pluto, il cantante. In futuro…”

Oggi andiamo a scoprire una band molto interessante e ricca d’innovazione, Giostre. Abbiamo così avuto il piacere di fare due chiacchiere con Jacopo, uno dei componenti, anzi il fondatore. Il 30 ottobre uscirà “Gettoni”, l’album d’esordio.

Giostre, come si è composto il vostro trio? Da chi è partita l’idea? 

Ciao, qui Jacopo, rispondo io che gli altri due sono indaffarati a mungere mucche. A marzo 2019 mi era venuta l’idea di Giostre, avevo voglia di fare “musica d’evasione” per me e per gli altri e rimettermi a scrivere in italiano perchè semplicemente conoscendola meglio rispetto all’inglese potevo riuscire meglio a giocare con le parole, ad esempio in inglese come si dice “carruba”? boh, ecco quello è un limite che non volevo avere.

Poi cercavo qualche collaboratore, non tanto dei musicisti, anche perchè ci sono mille modi di far fuonzionare le cose in studio, ad esempio io registro i soli a metà della velocità per poi rimetterli a velocità normale e sembrare Eddie Van Halen, oppure registro la batteria a pezzi separati: prima il rullante, poi l’hi-hat eppoi la cassa, così non ho il “problema” della indipendenza degli arti. Cercavo piuttosto qualcuno che ragionasse a modo suo, su Instagram mi ero imbattuto nei profili di Hastrale (Camillo Dal Forno ex tastierista della band C+C Maxigross) e di Plutone_casa, che mi avevano colpito e conquistato, Camillo per i suoi folli mash up audio-video e l’uso massiccio di filtri, un bel modo s-formato, punk e anti industriale di concepire l’arte. Pluto invece mi aveva colpito per i suoi testi masochisti e le sue melodie dirette come un razzo e i suoi pezzi lanciati che raramente andavano sotto i 160 bpm.

A Febbraio 2020 Camillo è partito per le isole Galapagos per pulire i gusci delle tartarughe giganti ed è stato sostituito dal musicista e grafico-illustratore 3D Silvio Rondelli (conosciuto anche come Michael Knife per il suo progetto synthwave). È stato Silvio a proporsi perchè era già uscito il nostro primo singolo “Seguimi” e mi aveva contattato semplicemente per dirmi che gli era piaciuto e gli sarebbe piaciuto collaborare. Se Camillo era più un fantasista che cerca sempre di tirare fuori la sua “voce interiore” sperimentando cose complesse e delle volte perdendosi anche via (forse è più simile a me), Silvio è invece più un centravanti, forse meno interessato all’originalità e più interessato alla coerenza e a concretizzare. Probabilmente è l’elemento che ci mancava dato che la nostra punta (Pluto) spesso preferisce giocare in difesa.

“GarageBand” è il vostro nuovo singolo, com’è nata questa canzone? 

È nata perchè nel 2005 scrivevo pezzi pop in italiano, poi nel 2011 ho studiato ingegneria del suono e mi sono spostato più sulla musica elettronica, sull’ambient o cose più violente tipo shoegaze, in inglese. Da quando è nato il progetto (2019) mi sono rimesso ad ascoltare quello che era diventato l’indie pop in questi anni e “Garageband” è una specie di fotografia di quella situazione: una band “ridotta” a fare questo tipo di musica. Ma attenzione a me il pop piace da matti, tante volte la musica sperimentale mi fa due palle così e spesso dico “hey Siri mettimi su i Beatles” e Giostre nasce proprio dalla voglia di rimettersi a scrivere dei bei ritornelloni. Quindi più che contro il Pop è contro il narcisismo che tante volte c’è dietro alla musica pop. 

Il 30 ottobre uscirà “Gettoni”, il vostro primo disco. Volete anticiparci qualcosa? 

È un album abbastanza pieno di roba, a me piace mescolare tante cose, anche cose che “da sole” non mi piacciono, chessò la rumba. Ma se metti un po’ di rumba di qui un po’ di death metal di là poi la composizione ha un sapore diverso. Con il suono lavoro spesso così: se esagero coi suoni di plastica poi ci metto qualche suono acustico e legnoso per bilanciare, se esagero con le distorsioni poi metto qualche suono stupidotto per alleggerire, ecc ecc… E secondo me dal disco viene fuori tanto anche la personalità svogliata di Pluto (il cantante principale), la sua fuck attidute. Non che la mia sia da meno, ma io delle volte sono fin troppo raffinato, una specie di punk aristocratico, mentre lui si perde meno in chiacchiere, è più punk-punk. 

Un aneddoto sul vostro gruppo… 

Ho una voglia a forma di chupacabra sul polpaccio destro.

Progetti per il futuro…

Sicuramente c’è in progetto di fare qualcosa di completamente diverso, anche perchè non riesco mai a fare due cose uguali. Abbiamo già 5-6 canzoni pronte dentro la mia testa, anche se non è stata ancora registrata una nota. Pluto spinge verso il punk-hardcore, io vorrei fare un album più crudo e minimale, con quasi solo le batterie e qualche rumore, penso a “Licensed to Ill” dei Beastie Boys, magari il risultato sarà sempre Pop ma sicuramente sarà molto più Alternative, non che “Gettoni” non lo sia, ma in modo diverso. 

Cos’è per voi… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”? 

Dato che avevamo in programma sei concerti da fare ma sono saltati tutti, direi che per noi lo spettacolo nel cassetto è il live show che avevamo preparato, al momento abbiamo solo due microfoni, degli abiti sgargianti e un roland sp404 per mandare le basi ed effettarle, ma in futuro speriamo di fare un mega show pieno di glitch, bolle di sapone e coreografie giapponesi.

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