Plaza Sempione: fuori il nuovo singolo “Monito”

Fuori su tutte le piattaforme digitale Monito, nuovo singolo della giovanissima band indie-rock romana Plaza Sempione che anticipa il live del 23 ottobre a Le Mura (Roma).

“Un pezzo tra l’alternative rock e l’emo, tra un trasloco e una nuova vita, tra un letto e qualche sostanza modificante. Poi il rock è morto, la nuova vita è già vecchia, ma le sostanze modificanti sono rimaste”.
Il brano verrà suonato per la prima volta nel live club romano Le Mura insieme all’album d’esordio Pochi Ma Vuoti uscito lo scorso 6 marzo.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/3311038709012374

CREDITS
Scritto e arrangiato da Plaza Sempione
Voce: Adriano Donati
Chitarra: Adriano Donati
Chitarra: Flavio Accorinti
Basso: Flavio Accorinti
Batteria: Giosuè Manuri
Registrato missato e masterizzato da Alessandro Di Pauli
Copertina: Giulia Ricci

TESTO
Non puoi più capire chi sei
Tu sei blu
Noi ti votiamo ma tu prometti che mangerai di più
O ti ucciderò
Con il petrolio ti crescerò, ti crescerò, ti crescerò

Il cielo si è ubriaco Gesù
Il cuore inerte e gli occhi all’insù
Tu li mangerai e sarai forte
Come noi, come noi, come noi

BIO

“Da casa al bar erano pochi passi, dal bar a Piazza Sempione altrettanto pochi, non ci andava di farli, il caffè faceva schifo, ma erano gli unici posti in cui ci sentivamo noi stessi, tra una sigaretta chiusa male e il bus perso tutte le sere”.

I Plaza Sempione sono Adriano, Flavio, Luca e Federico; sono una band nata a Montesacro, una zona di Roma a cui sono molto affezionati, e si sono formati verso la fine del 2015.
 Il nome della band è il miscuglio, forse un po’ ironico, tra “Plaza”, che si riferisce alla loro passione per la musica psichedelica brasiliana, e “Sempione”, la piazza che li ha visti crescere. 
Sono una band alternative rock, svezzata negli anni da artisti come  Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz e in particolare la scena di Seattle, esclusi i Pearl Jam, che non sono mai piaciuti a nessuno di loro.
La loro musica si concentra su delle sonorità personali, fatte di riverberi e qualche parola malinconica sulla post-adolescenza, che in qualche modo ha regalato più sfortune che altro.

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