Floridi: “Non bisogna vergognarsi delle proprie fragilità. Mi mancano da morire i live”

Luca Floridi, in arte Floridi è un giovane cantautore toscano. I suo brani spaziano tra la realtà e l’immaginazione. “È solo un momento no” è il suo nuovo progetto musicale. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e ci ha raccontato qual è il filo conduttore dei suoi brani, la canzone al quale è più legato e molte altre cose.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Hai presente quando fin da piccolo ti fissi con qualcosa e non pensi ad altro, ecco io a 6 anni tornavo da scuola e mi mettevo a suonare il pianoforte e mi sembrava la cosa più bella del mondo. Oggi suonare, scrivere canzoni, rimane il mio momento preferito, il mio sfogo intimo, la mia liberazione.

Qual è il filo conduttore dei tuoi brani?

L’elaborazione delle nostre debolezze. Non ci deve essere vergogna nel mostrarsi fragili, bisogna sapersi guardare allo specchio, affrontare la realtà, accettarsi con la faccia a pezzi, stanchi ed insoddisfatti ma non darsi per vinti, ricominciare.

“È solo un momento no” è il tuo album d’esordio, com’è nata l’idea di questo progetto discografico?

Avevo scritto diverse canzoni che reputavo mature e pronte per essere registrate erano il frutto di un anno nel quale scrivere era stata la mia salvezza. A gennaio 2019 l’incontro con Labella dischi ed il produttore Renato D’Amico ha sancito l’inizio del mio progetto solista “Floridi”.

Qual è il brano che più ti rappresenta all’interno del disco?

Sono molto legato a tutti i brani, ma a livello affettivo “Agosto” rappresenta la mia rinascita, il primo brano scritto da solista, dopo un periodo di blocco totale.

A chi ti ispiri?

Diciamo che non scrivo o compongo ispirandomi a qualcuno, cerco sempre di mantenere viva la mia identità. Ti posso però dire quali sono gli artisti ai quali non rinuncerei per nulla al mondo… Dalla, Battisti, Cremonini, Fabi, Brunori, Beatles, Bowie su tutti.

Progetti futuri? 

Portare in giro questo disco il più possibile e soprattutto (il prima possibile). 

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”?

Mi manca da morire suonare live, quindi con la speranza che tutta questa situazione possa tornare alla normalità ti dico, partire in tour e fare una collaborazione con Cremonini.

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