Keep Talking, il primo format web di “Live & Talk Music”

Oggi andiamo a scoprire il primo format web di “Live & Talk Music”, Keep Talking, sulla musica classica, jazz e contemporanea in Italia. La prima stagione conterrà 5 puntate, nelle quali gli ospiti verranno invitati a fare un concerto di 20 minuti circa.

Una vostra breve presentazione…

Promu – All For Music, è un incubatore di progetti musicali e culturali: seguiamo l’artista a 360 gradi, dalla produzione in studio di registrazione, al marketing, fino ad arrivare all’organizzazione di eventi dal vivo. Quello che ci interessa maggiormente fare è valorizzare tutte le potenzialità di un progetto artistico, in modo da renderlo trasversale anche per altri settori, come ad esempio il cinema, l’arte, il design, così da allargare il suo mercato e bacino di utenza.

Com’è nata l’idea di realizzare un format come “Keep Talking” su generi ancora inesplorati come musica classica, jazz e contemporanea?

L’idea nasce da un triste dato di fatto. Per questi generi non esiste un contenitore di informazione che sia al passo con i tempi. Tutti i media di settore hanno una comunicazione, che sembra appositamente fatta per una ristretta cerchia di appassionati e di addetti ai lavori. Questo danneggia i musicisti e il pubblico, che non potrà mai scoprire proposte musicali che non trovi tra le tendenze di spotify. 

Le puntate saranno cinque, come avete deciso di suddividerle? 

La prima puntata è dedicata agli Aut Aut, un gruppo che estremizza la sperimentazione jazz arrivando all’elettronica. Abbiamo deciso di aprire il programma con la massima e più difficile sperimentazione per andare a ritroso passando per sonorità più contemporanee, successivamente più tradizionalmente jazz, fino ad arrivare all’origine della musica con un quartetto di musica classica. Un viaggio a ritroso nella linea temporale della musica.

Un messaggio che vorreste lanciare…

La ghettizzazione della musica è sbagliata. La cultura in generale deve essere alla portata di tutti, anche dei meno esperti…poi sarà il pubblico a scegliere, ma è sbagliato escludere a prescindere un target e quindi auto-categorizzarsi. Tutti devono fare una progressiva destrutturazione dei propri pregiudizi: musicisti e pubblico. Questo è un po’ il segnale che vogliamo lanciare.

A chi consigliate di seguire questo vostro programma?

A tutti. Abbiamo cercato di costruire una formula che rendesse questi generi “difficili”, accessibili a tutti…guardatelo e fateci sapere se ci siamo riusciti

Cos’è per voi… (citando il nostro sito) … “uno spettacolo nel cassetto”?

Se per spettacolo nel cassetto si intende un nostro sogno al quale stiamo pian piano lavorando, ti possiamo dire un concerto di un’orchestra all’interno di un grande stadio o palazzetto, supportato da una performance visual che faccia immergere il pubblico nelle immagini 3D tratte dalla musica.

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