Dario Neron: “Mi esprimo grazie alla scrittura. Progetti futuri? Sto scrivendo in tedesco”

Dario Neron, scrittore classe ’87 a partire dal 2016. Vincitore di diversi premi letterari, a luglio è uscito il suo ultimo romanzo “Franco Toro”.

Com’è sbocciato il tuo amore per la scrittura?

Inizialmente cercavo un canale per sfogare rabbia, frustrazioni e domande a cui non riuscivo a trovare una risposta. Poi questo tipo di approccio alla scrittura è stato sostituito dal piacere di raccontare delle storie. Quella di scrivere è stata una scelta del tutto personale, perché questo medium, tra le belle arti, è quello che mi permette di esprimermi al meglio.

Puoi raccontarci brevemente la tua carriera da scrittore?

Non venendo dall’ambiente letterario accademico, non è stato un percorso facile. I primi tentativi erano fallimentari, fino a quando ho avuto la grande fortuna di vincere il premio Inedito. Prima di allora, erano porte in faccia, lunghe attese, zero risposte. Quando ho capito che qualcuno mi prendeva sul serio, è stato un grande sollievo. Poi la vittoria dei premi letterari seguenti è stata una conferma molto benvenuta, che mi ha spronato molto. Atterrare in Castelvecchi al secondo romanzo, è un bel traguardo.

“Franco Toro” è il tuo nuovo libro, com’è nata quest’idea?

Dopo il personaggio di Frank Doc (Doctor Reset, il camaleonte edizioni) ho voluto usare un personaggio del tutto diverso. Da un vecchio alcolizzato sono passato a un giovane bello e in forma. L’idea dell’escort è invece nata più in là. Il mondo dei sexworkers, è molto affascinante perché proibito e tabuizzato. È stata la voglia di scrivere un romanzo più feroce e giovane, mantenendo le ambientazioni squallide, a far nascere Franco Toro.

Franco Toro” è il simbolo dell’uomo di successo, sicuro di sé che si scontra con la sua anima timida, quindi letteralmente contraria. Da chi hai preso ispirazione?

Non ho dovuto cercare a lungo. Ho tradotto l’idea di successo che molti hanno e gli ho dato un nome e un volto. Franco Toro è quanto molti uomini segretamente vorrebbero essere, rimanendo in superficie. Bello, ricco, intelligente. Allo stesso modo però spaventato dalle grandi domande e pretese della vita. Quindi mi è bastato guardarmi attorno. Che poi si sia scelto il lavoro del puttano, è un’altra storia.

In un personaggio “libertino” come Franco hai preferito dare spazio al lato romantico piuttosto che erotico, come mai questa scelta? 

Cadere in un romanzo erotico sarebbe stata la soluzione ovvia per raccontare di un escort e avrebbe così celato la vera natura di Franco Toro. Diciamo che il suo lavoro è un vettore usato per descrivere il marcio della società in cui si muove il protagonista.

Qual è la morale di questo romanzo?

Più in alto vai, più in basso potrai cadere. Credo che nelle società occidentali l’idea di successo fondi su delle basi sbagliate e, oltre a questo, il successo viene visto come il bene più alto da raggiungere. Quello che comunemente è visto come il successo, quindi denaro (nel senso di averne molto), materialismo (purtroppo qui ci entrano anche le persone come oggetti), potere, eccetera, sono raggiungibili sì con duro lavoro, ma pure con egoismo, opportunismo e con fare machiavellico, senza guardare in faccia a nessuno.

La soddisfazione artistica più grande che hai ottenuto finora…

I premi letterari sono stati certamente molto soddisfacenti, soprattutto poter vincere il contropremio Carver. Quella più grande, però, credo sia stata poter conoscere Andrea Pinketts, che mi prese in simpatia. Era un grande.

Stai lavorando a dei nuovi progetti?

Certo! Al momento lavoro alla stesura di una raccolta di racconti brevi, anche se uno di essi in verità potrebbe diventare un romanzo. E, inoltre, per la prima volta sto scrivendo pure in tedesco, mia seconda lingua madre. È interessante scoprire in quale delle due lingue risieda la parte emotiva.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) “uno spettacolo nel cassetto”?

Quando il sogno – nel mio caso un manoscritto – che hai nel cassetto, diventa realtà. Perdi un sogno, sì, ma trovi mille nuovi obbiettivi.

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