Cristiano Turrini: “Sarebbe un onore collaborare con i Negramaro. Un sogno ricevere i complimenti di Linus”

Cristiano Turrini, cantautore classe ’89, oggi abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con lui. Ci ha raccontato dei suoi esordi nel mondo musicale, la passione per il doppiaggio, il primo incontro con Canigiulia e molto altro.

Come ti sei avvicinato alla musica?

All’età di 5 anni ero in vacanza con i miei genitori in un villaggio turistico e mi hanno catapultato su un palco. Da lì ho capito che quello sarebbe stato il mio posto. Ho iniziato a studiare canto con vari insegnanti e in varie accademie di musica ma anche di recitazione e doppiaggio per ottenere una formazione più completa. Da un po’ di anni sono diventato vocal coach e negli ultimi 5 anni mi sono immerso nella scrittura e nella realizzazione dei miei brani con un team che mi segue e sostiene.

Sei un cantautore, qual è stato il primo brano che hai scritto?

Nella carriera artistica di un cantautore ci sono tantissimi fogli scritti, da anni, che rimangono lì e alla fine non si tramutano mai in canzone e questo ho iniziato a farlo davvero molti anni fa . La prima vera canzone che poi ha preso forma e che quindi ho pubblicato sulle piattaforme digitali risale al 2015 ed è “Tutto Quello Che Non Siamo”, con lo pseudonimo di Criss, con la quale sono stato selezionato tra i 60 finalisti di Sanremo Giovani l’anno seguente.

Ti dedichi anche al doppiaggio, nel 2013 hai prestato la tua voce in “Violetta”, com’è nata questa tua passione? 

Come ho accennato prima, per completare la mia formazione ho seguito oltre a corsi di canto anche di recitazione e doppiaggio. Appena uscito dall’accademia di doppiaggio, grazie a Vittorio Guerrieri, ho avuto l’opportunità di fare le prime esperienze in questo ambito tra cui il telefilm “Violetta”. È stata una bellissima esperienza soprattutto nel vedere quanta professionalità e importanza c’è anche per quanto riguarda i ruoli minori. Successivamente ho fatto altre esperienze di doppiaggio.

Puoi raccontarci il tuo primo incontro con il famoso autore Marco Canigiula?

Ho conosciuto Marco Canigiula e la realtà di Cantieri Sonori nel 2013 grazie ad amicizie in comune. Quell’anno avevo un progetto swing/jazz denominato “Armonya” in trio con i miei amici Alessandro Corsi e Roberto D’addio. Insieme a Marco abbiamo lavorato a vari brani uno dei quali è stato selezionato l’anno successivo per le finali del “Festival di Castrocaro”. Successivamente ognuno ha preso strade diverse e il trio si è sciolto. Nel 2015 Marco mi propose un contratto discografico come solista. Tra noi, oltre ad una stima reciproca a livello professionale, c’è soprattutto un importante rapporto umano che ci permette, ancor’oggi, di proseguire questo percorso insieme.

Nel 2018 il brano “Sconnessi” da te scritto insieme a Marco Canigiula ha ricevuto la candidatura ai “Nastri D’Argento” come “Miglior Brano Originale”, come hai ricevuto questa notizia?

E’ stato un grandissimo orgoglio. E’ stato già molto emozionante scrivere la colonna sonora di un film, ancora più bello vedere il proprio nome nei titoli di coda al cinema. Poi essere candidati ad un premio così prestigioso è sicuramente una bella ciliegina sulla torta.

Hai recentemente vinto con “Kuala Lumpur” il concorso “Deejay On Stage”, puoi raccontarci quest’esperienza?

Il Deejay On Stage è un grande evento che mi ha dato l’occasione di competere e confrontarmi con altri bravissimi artisti dai più svariati background e generi, spronandomi a mettere in gioco il meglio di me. Poi che dire, mi sono sentito nella “palestra dei grandi”: è stato per me un onore e un orgoglio anticipare su quel palco artisti del calibro di Mahmood e Gabbani. Infine, sicuramente un grande sogno ricevere i complimenti di Linus e sentire il mio pezzo suonato in un network così importante come Deejay.

Con quale artista ti piacerebbe collaborare? Che cosa sogni nel tuo futuro?

Sono cresciuto con i Negramaro che apprezzo sia a livello musicale e testuale quindi per me sarebbe un onore un giorno poter collaborare con loro. Un altro artista che stimo molto è Mahmood per il suo modo di confezionare i suoi brani. Sarebbe bello poter scrivere con lui e/o per lui. Ho avuto il piacere di conoscere Gaia durante i casting di Amici; la trovo molto interessante nella scena femminile attuale, la apprezzo molto e mi piacerebbe poter magari fare un duetto insieme. Il mio sogno per il futuro è quello di calcare grandi palchi.

Cos’è per te, citando il nostro sito “uno spettacolo nel cassetto”?

Continuare a fare quello che faccio, quindi vivere di musica, sarebbe già un grande spettacolo nel cassetto. Far sì che i miei brani vengano sempre più apprezzati, magari in palchi sempre più importanti e continuare a lavorare con il mio staff alle mie produzioni che al giorno d’oggi non è sempre facile. Ci sono tanti ragazzi che fanno tanta bella musica ed io sogno di prendere il mio spazio in questo mondo. Continuerò a lavorare sodo come ho fatto in questi anni affinchè tutto questo possa un giorno realizzarsi.

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