Normal: “Sono laureata in neuropsicologia ma la mia passione per la musica è molto più forte”

Normal, all’anagrafe Jessica Passilongo è una giovane cantautrice, amante della musica sin da bambina ci ha raccontato parte del suo percorso artistico, la sua prima canzone scritta e cantata live, “Monster” il suo nuovo singolo ed i tanti progetti in mente per il futuro.

“Normal” è il tuo nome d’arte, il motivo di questa scelta?

Ho pensato a lungo al mio nome d’arte e non è stato facile trovarlo. Non trovavo nulla che sentissi mio e che mi rappresentasse veramente. Capire chi si è non è facile. Un giorno, parlando di questi dubbi con un mio caro amico, è uscito questo nome. Mi ha detto: “Perchè non Normal? Tu sei normale, una ragazza con una passione, come tante, ma sei anche un’artista e gli artisti non lo sono per definizione. E poi cos’è normale al giorno d’oggi? Non è facile definirlo.” Questa conversazione è stata una rivelazione, ho sentito il nome subito mio, e sapevo di aver trovato quello giusto finalmente.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata assieme a me. Fin da piccola cantavo in ogni momento e, crescendo, la cosa non è cambiata. Lo sanno bene i miei poveri vicini di casa… Quando i miei genitori mi hanno battezzata ho urlato in chiesa dall’inizio della cerimonia fino alla fine finché il povero prete esasperato  ha detto “Caspita che voce, qui abbiamo una futura Mina!”. Ecco, non so se è stato un segnale premonitore o cosa, ma io fin da quando ho memoria ho sempre cantato e amato la musica. Ho iniziato perciò a 10 anni a studiare chitarra per potermi accompagnare e per approcciarmi per la prima volta alla composizione. A 13 anni poi mi sono iscritta all’Accademia Superiore di Canto di Verona, dove ho avuto modo di conoscere diversi aspetti della musica, anche quelli tecnici e teorici. Ho studiato canto per molti anni e parallelamente ho conseguito la laurea in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica che io chiamo “il mio piano B”. Nonostante la neuropsicologia mi affascini molto, infatti, sento che non mi soddisfa appieno perché la mia passione per la musica è più forte e non posso far altro che seguirla al cento per cento. La musica è stata sempre presente nella mia vita e la mia passione negli anni non se n’è mai andata, anzi, è cresciuta. 

La prima canzone che hai scritto…

La mia prima canzone l’ho scritta a 11/12 anni, accompagnandomi con la chitarra. Si chiamava “Rocking me” e parlava di un amore innocente e dolce, proprio come lo immaginavo a quell’età. Ho avuto l’enorme fortuna di avere un professore di musica alle medie che, capita la mia enorme passione, mi ha fatto fare la mia prima esperienza in studio di registrazione e mi ha dato la possibilità di incidere diversi brani che avevo composto. Custodisco tutt’ora gelosamente quel CD che per me sarà sempre un ricordo preziosissimo. Sempre grazie a lui, mi sono inoltre esibita live per la prima volta cantando “Rocking me” e altri tre dei miei inediti alla festa di fine anno della mia scuola.

Il 4 settembre è uscito “Monster” il tuo nuovo singolo, che cosa vuoi esprimere con questa canzone?

“Monster” nasce da un momento di rabbia, dopo una lite con una persona a me molto cara. Ho usato i sentimenti di frustrazione, ira e amarezza e li ho messi tutti in questa canzone. “Monster” parla di come non mi sentissi capita e della voglia di rivalsa che avevo. Spesso le persone che ti vogliono bene possono nascondere “un mostro”, una parte negativa che inconsapevolmente tenta di distruggerti, pensando di agire per il tuo bene. L’amore che si prova non è mai assoluto, nasconde sempre delle ombre. Credo sia facile combattere con le critiche distruttive degli sconosciuti, ma non lo è quando arrivano da persone a noi vicine. Sta a noi capire che quel mostro non ci deve sopraffare, che tutti possono sbagliare, noi compresi, e accettare anche questa parte delle persone che amiamo. Solo così possiamo perdonare e non farci abbattere. Dal punto di vista tecnico invece “Monster” nasce dall’idea del doppio: inizia infatti con la voce principale sovrapposta ad un’altra più cupa e profonda, mostruosa. Il mostro sono appunto le idee negative che gli altri ci insinuano nella mente: il non essere abbastanza, l’essere deboli, non meritare il meglio.

Con chi ti piacerebbe collaborare?

Uno degli artisti del panorama italiano con cui vorrei condividere il palco e duettare è Mahmood, perché ha una voce molto particolare e ha un sound che credo si possa amalgamare bene con il mio. Se dovessi invece pensare a una possibile collaborazione con un artista internazionale sceglierei The Weeknd oppure Khalid. Adoro la vocalità e l’originalità di entrambi e credo siano artisti molto innovativi e dotati di una potenza comunicativa enorme. 

Progetti per il futuro?

Tra i miei progetti, a cui sto lavorando molto in questo periodo, c’è quello di finire di creare il mio spettacolo live. Purtroppo il virus ci ha un po’ rallentati ma stiamo ripartendo con ancora più voglia di fare e con nuove idee che non vediamo l’ora di mostrare a chiunque verrà ad ascoltarci. Inoltre sto continuando a scrivere brani nuovi e ne ho alcuni già pronti per la pubblicazione che spero di farvi ascoltare al più presto. 

Cos’è per te… (citando il nostro sito) …”uno spettacolo nel cassetto”

Per me questa frase rappresenta la voglia di portare la mia musica al di fuori del “cassetto” delle sale prove, di riversare i miei sentimenti al di fuori del mio cervello così che tutti possano sentirli e provarli con me attraverso le mie canzoni, di trasformare insomma i miei sogni in realtà. 

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