Massimiliano Longo e la sua nuova avventura: “Ho sempre bisogno di nuove sfide per sentirmi vivo”

Massimiliano Longo è un giornalista, critico musicale e manager. Ha iniziato ormai vent’anni fa a muoversi nel mondo della musica con artisti come Syria e Gianluca Grignani. Ha deciso poi nel 2014 di fondare il portale All Music Italia. Massimiliano però adora gettarsi sempre in nuove ed avvincenti sfide, quest’anno, ha deciso di aprire un suo management musicale occupandosi di due giovani artisti, Stefano Farinetti in arte Neno ed Enea Vlad.

Il tuo obiettivo è sempre stato entrare nel mondo della musica, com’è sbocciata questa grande passione? 

Da ragazzino sono sempre stato incuriosito da quello che stava dietro alla musica. Dietro al palco, dietro alla produzione di un disco, dietro la nascita di una “star”. Col tempo ho capito che volevo stare lì dietro e mi sono ingegnato perché questo avvenisse. Ci sono voluti anni, sacrifici, ho avuto due genitori totalmente lontani da tutto quello che è la musica che quasi mai hanno appoggiato quel sogno, anzi lo detestavano letteralmente.
Io però ho perseguito. Un sogno finisce solo quando tu smetti di sognarlo, non per colpa degli altri.

Che consiglio ti senti di dare ad un giovane che ha il tuo stesso sogno? 

Gli direi innanzitutto che sceglie un momento difficilissimo, al di là dell’enorme crisi che stiamo vivendo adesso, in generale. La musica è un settore in crisi, il lavoro è quasi sempre il doppio rispetto al guadagno. Quindi deve crederci davvero, essere pronto a fare sacrifici, tanti sacrifici e capire come farsi conoscere… per quello serve una grande faccia tosta, io l’ho avuta. Quando non hai nulla da perdere sei già in una posizione di vantaggio. È difficile, molto difficile, ma non è impossibile.
Nella pratica deve ascoltare, leggere, carpire tutto quello che si può sul mondo della musica, scegliersi magari un artista giovane e alle prime armi in cui credere e a cui dare un mano, costruire insieme a qualcuno il suo sogno. Le cose fatte da soli all’apparenza sembrano più facili e danno maggiori soddisfazioni ma io credo, e per me, almeno è stato così, che senza l’appoggio di una manciata di persone, anche solo di una, è tutto molto più sfocato e lontano.

Hai una grande esperienza nel mondo della discografia, quant’è cambiata nel corso degli anni?

È cambiata perché sono cambiati i miei ruoli nel corso degli anni e quindi ho cercato di carpire da ognuno di essi qualcosa. Provo a spiegarmi meglio… dapprima ho gestito fan club ufficiali imparando l’importanza del giusto rapporto ed equilibrio tra artista e fan, devi essere presente ma non onnipresente. Vicino ma non il miglior amico. Devi mantenere sempre la professionalità e il tuo ruolo pur essendo gentile, l’equilibrio è importantissimo altrimenti col tempo diventa ingestibile questo tipo di rapporto.

Come personal assistant ho imparato a non essere egoista, a prendermi cura di qualcuno, a intuirne le esigenze, a proteggerlo. Come manager invece ho dovuto comprendere le cose più pratiche di questo lavoro, quelle che sono dietro e che di solito non vediamo. Sono stato anche per un tour manager, lì ho capito l’importanza del tour ma soprattutto la fatica che c’è dietro, di sicuro è la parte che meno sento vicina a me.
Aprire All Music Italia ha completato questo enorme quadrato e, al tempo stesso, mi ha permesso di conoscere nuovi aspetti ma anche di approfondire quelli che già conoscevo con un altro occhio. 

Da cos’è nata la voglia di gettarti in questa nuova avventura, lanciare un tuo management musicale?

A parte che sono uno che ha sempre bisogno di nuove sfide per sentirsi vivo. Era anni che ci pensavo ma, nonostante i tanti concorsi che giro, non ho mai trovato qualcuno che mi ha fatto dire “Ok è lui/Lei!”. Poi invece è capitato due volte nell’arco di pochi mesi.  

Ti occupi di Neno e di Enea Vlad, com’è nata questa collaborazione con questi due giovani artisti? Qual è il loro punto di forza? 

In modi molto diversi come molto diversi sono loro, artisticamente e umanamente. 

Neno l’ho scoperto quando sono andato ospite ad Amici di Maria De Filippi come stampa. Cantava Anna e Marco di Lucio Dalla, sono rimasto folgorato dalla sua intensità e dal timbro vocale. Uscito dal programma l’ho contattato e, appurato che si stava ancora muovendo solo con il suo produttore, Andy Mancini, abbiamo deciso di lavorare insieme e da allora abbiamo pubblicato due singoli di cui l’ultimo, Faccio tardi pure oggi, sta andando fortissimo su Radio Zeta. Con Enea Vlad la storia è più complicata. Ci siamo scritti ai tempi dell’uscita del suo primo singolo, Anneghiamo, mi aveva colpito la sua timbrica profonda e il suo essere inquieto. Mesi dopo, praticamente nel periodo del lockdown, ci siamo risentiti e aveva bisogno di una mano a sciogliere la sua precedente esperienza discografica, un’esperienza che lo vedeva pagarsi tutto da solo e attendere non si sa cosa. Aiutato in tal senso ho voluto non lasciarlo solo perché certe esperienze un po’ spezzano i sogni ai ragazzi e così l’ho aiutato in corsa a lanciare il singolo Astronauti. Più parlavo con lui, nonostante mi piacesse molto la sua musica, più capivo che stava usando solo il 40% al massimo del suo potenziale. Alla fine continuare a lavorare insieme è stato scontato, sembrava l’unica scelta giusta per entrambi.

Neno è originale, volenteroso, curioso e ha una timbrica unica per me in Italia, sembra uno di quei cantautori 40enni internazionali che hanno fumato 20 sigarette al giorno per 30 anni (ride).

Enea Vlad è un animale da palco. Quello è il suo posto. Ha una sicurezza innata unita ad una particolarità nella scrittura delle sue canzoni che sta sviluppando sempre di più e che ha ancora un ampio margine di miglioramento. È carnale e onirico al tempo stesso.  

Sei sempre ricco di nuove idee, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Incrementerai la tua squadra?

Sono felice di quello che sta accadendo e credo che al momento mi basti. Continuerò a lavorare per far crescere e conoscere sempre di più i miei artisti e a migliorare All Music Italia. Idee ne avrei tante ma non voglio disperdere troppo le forze. Di sicuro posso dirti che sul mio sito, da settembre/ottobre, avvieremo una rubrica con un avvocato musicale, Fabio Falcone, e un discografico, Giovanni Tiseo di Visory Records, che sarà un vero e proprio vademecum per artisti emergenti in cui verrà spiegato in maniera semplice e chiara ogni aspetto di questo lavoro, cose che di solito non si spiegano ai ragazzi che rimangono così “sprovveduti”. Dalle edizioni ai contratti, dal ruolo del manager a quello del produttore. Credo sia una rubrica molto coraggiosa perché volta solo a raccontare la verità e dare a questi ragazzi i mezzi per muoversi e scegliere.

Cos’è per te “uno spettacolo nel cassetto”? 

In questo momento è immaginare a quando finalmente Neno ed Enea potranno fare i loro concerti, vederli su quel palco con un loro pubblico, questo è il mio spettacolo nel cassetto.

La più grande soddisfazione artistica che finora hai avuto…

Ti dirò la verità, io tendo più a ricordarmi le parole, degli artisti come dei lettori, che gli eventi veri e propri. Sicuramente sono tante… i complimenti di Adele di Palma (storica manager di artisti italiani tra cui Gianna Nannini) per la presentazione di un instore di Enrico Nigiotti che feci, l’invito a casa di Milva per conoscerla dopo la nostra petizione che portò al Premio alla carriera a Sanremo, l’introduzione grazie ad una nostra inchiesta del voto palese ad Area Sanremo e, poi, a livello personale, l’editoriale di quest’anno per il quinto compleanno di All Music Italia scritto da Laura Pausini. Per me lei è la numero uno, un caso unico in Italia, e non c’è nemmeno ragione di spiegare il perchè, che ci stimi e legga al punto di accettare di scrivere per noi è stato un grandissimo traguardo.

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