Urano, “Fratelli d’Italia” e la sua denuncia in musica ad un governo distante

Dopo il successo del suo primo omonimo singolo – che vanta quasi 1 milione di streams su Spotify – e della moderna poesia in musica “Una canzone per te”, Urano torna “Fratelli d’Italia” (Cosmophonix Production).

Ascolta su Spotify.

Una cruda denuncia verso uno Stato distante, lontano dalla quotidianità del Suo popolo, un popolo che, già in ginocchio prima dell’emergenza sanitaria, si ritrova oggi a dover fare i conti con aiuti che tardano a giungere e promesse non mantenute.

Il brano, scritto dallo stesso artista e postato inizialmente sui Social come uno sfogo, senza avere in programma la distribuzione sulle piattaforme digitali, ha raccolto tantissimi feedback positivi, visualizzazioni e condivisioni, diventando virale su TikTok e diffondendosi in maniera capillare sui profili e nelle stories di utenti appartenenti a fasce d’età eterogenee, anche molto distanti tra loro.

«Sembri la Mafia che in silenzio uccide; tu che ci aiuti? Non ti si addice!
Come puoi chiederci di essere onesti?
Quando prometti ma poi non aiuti, siamo italiani, figli delusi.

(…)
Non sono di Destra e né di Sinistra, sono un cittadino, io sono realista.

Sono per la gente, il barista, il dottore e l’agente.
Per quelli che non hanno niente, che si alzano ogni mattina
per portare il pane alla propria bambina che sogna di essere una ballerina»

“Fratelli d’Italia”, che inizia e si conclude con una tra le più celebri e profonde citazioni di Charlie Chaplin contenuta nel film “il Grande Dittatore”, con la quale l’immenso Artista britannico invita il popolo a non mollare, a non arrendersi a uomini-macchina privi di cuore, non vuol essere manifesto di o contro una specifica posizione politica, piuttosto, punta ad essere l’urlo di una popolazione in difficoltà, il grido dei nostri giovani che non vedono all’orizzonte un futuro semplice, ma disseminato di incertezze, timori e difficoltà.

Punto centrale del brano è la dignità, quel rispetto verso se stessi, verso il proprio valore in quanto essere umani a cui ciascuno di noi ha diritto, tenendo sempre presente che nessuno è una macchina, ma che siamo tutti uomini, uomini che senza dignità smarriscono la strada e, frustrati e delusi, si perdono.

«Le persone che non riescono ad arrivare a fine mese sono sempre di più – dichiara Urano – e gli aiuti promessi dal nostro Stato non sempre arrivano. Sono un lavoratore e sono stanco di non veder riconosciuti i diritti che la Costituzione richiama nei propri articoli, in particolare il numero 36, che parla appunto dei diritti dei lavoratori. I contratti sono fittizi, il nero è sempre troppo. È importante ricordare che non siamo macchine, ma uomini, uomini che, privati della propria dignità, si perdono».

Biografia.
Urano, nome d’arte di Stefano Vantaggiato, nasce il 24 Maggio 1996 a Carate Brianza (MB).
Sin da piccolo si lega alla Musica cominciando a studiare pianoforte in accademia fino alla terza media.
La sua sensibilità lo porta ad avere bisogno di quei tasti. Gli eventi portano Urano a porsi domande, faticando nel trovare risposte. Prova un sentimento di incomprensione al di fuori del suo universo personale e si sente in pace con sé stesso solo tra le note. Inizia così a comporre i primi testi e poi si dedica al canto, sentendo l’esigenza di comunicare, oltre che il bisogno di evadere dalla realtà. La musica diventa la sua arma e decide di esporsi cominciando a pubblicare le proprie canzoni. Il suo è un genere non proprio definibile: è semplicemente vero. Nel Settembre del 2019 firma un contratto con Cosmophonix Production con cui lavora per incidere un disco. Il 02 Novembre dello stesso anno esce il suo primo singolo, che decide di chiamare come il nome con il quale si riconosce nella musica: “Urano”, laddove la poesia è importante come l’aria. Nel giro di poche settimane il singolo diventa virale sul Web portando l’artista a raggiungere oltre 900mila stream e ad entrare nella Top Viral 50 di Spotify Italia. Da quel momento in poi, la carriera del cantautore brianzolo è in continua ascesa.

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