Mille: “Il palcoscenico ti permette di essere altrove”

Mille, all’anagrafe Elisa Pucci è una giovane cantautrice. La musica ha sempre fatto parte della sua vita. Ha partecipato allo Zecchino D’Oro da bambina e poi ad x Factor 9 con i Moseek.

Dal 3 luglio è in rotazione radiofonica il suo nuovo singolo “La vita le cose”.

Perché hai scelto come nome d’arte “Mille”?

Mi risuonano nella testa le parole di tanti anni fa di mio padre che faceva a mia madre “Nadia preparati, sta arrivando la spedizione dei Mille”. Ogni volta che facevo i miei spettacoli con i costumi, le scenografie, una confusione incredibile. Ero solo una bambina, ma sembravamo un sacco di gente in quella sala da pranzo.

Per mio padre sono la “garibaldina” di casa da quando sono piccola, e il nome Mille è sempre stato lì, dovevo solo riconoscerlo.

Come ti sei avvicinata alla musica? Sei una cantautrice, qual è il primo brano che hai scritto?

Ero piccola quando ho cantato allo Zecchino D’oro, e avrei voluto portare una mia canzone, ma il regolamento non prevedeva canzoni scritte da bambini. Non ricordo il titolo della prima canzone che ho scritto, ma ho bene a mente che i titoli che sceglievo avevano spesso nomi propri di persona.

Con i “Moseek” hai partecipato ad x Factor 9, che ricordi conservi di quell’esperienza? Sei rimasta in contatto con Skin?

Esperienza splendida, che mi ha insegnato tanto, il paese dei balocchi. Molte delle persone che ho conosciuto sono tutt’oggi punti di riferimento per me, come Fausto Cogliati, il producer che affiancava il nostro giudice Fedez.

Oltre a cantare in Italia ti sei esibita all’estero, quali sono le principali differenze che hai notato nel pubblico?

Non ho notato differenze in termini di calore e affetto, senza dubbio cantando esclusivamente in inglese con i Moseek, la ricezione dei testi in Inghilterra era immediata, in Italia un po’ meno.

“La vita le cose” è il tuo nuovo singolo già disponibile in digitale, da cosa hai tratto ispirazione per questo brano?

Hanno dettato le parole della canzone alcuni fatti accaduti lo scorso anno: il  trasferimento da Roma a Milano, la geografia dei luoghi e dei sentimenti che cambia di conseguenza, riconoscersi nell’evoluzione dei rapporti, le piccole cose che rendono meravigliosa la vita che vivo, nel bene e nel male.

Oltre ad essere una cantautrice, ami l’arte in genere, al termine dell’università infatti sei entrata in una compagnia teatrale. Che cosa ti affascina di questo mondo?

Il palcoscenico mette a disposizione la possibilità di essere altrove, di avere altri occhi, di concepire visioni anche molto diverse da quelle che ho, di capire davvero cosa significa mettersi nei panni dell’altro.

Hai in programma un album?

Molti più di uno.

Cos’è per te… (citando il nostro sito) … “uno spettacolo nel cassetto”?

“Uno spettacolo nel cassetto” è per me, quello che facevo da piccola, in sala da pranzo, mentre sognavo e capivo che dentro di me la passione per la musica aveva occhi, gambe, orecchie e corde vocali pronte ad imparare.

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