Stefanò Zichitu: “”Sole” è il primo brano che ho scritto. Presto uscirà un nuovo singolo”

Oggi andiamo a scoprire Stefano Nigido, in arte Stefanò Zichitu nato in Sicilia, precisamente a Caltagirone (CT).

Com’è nata la tua passione per il mondo della musica?

Ciao bella gente, cosi mi piace salutare la gente amante della musica aperta  a nuovi incontri musicali.

La passione per la musica penso che sia nata lo stesso giorno della mia nascita, poi l’ho coltivata nell’età adolescenziale tra sale prove, serate nei locali, concerti nelle aule magna delle tante scuole e sogni nel cassetto. 

Il mio primo incontro con la musica avvenne a 13 anni in una sala prove di una band locale di genere rock dove ero solo uno spettatore. Da lì a poco iniziai ad imparare e a suonare la chitarra. Dopo un mese mi trovai a sostituire il chitarrista.

Durò poco la vita da chitarrista perché con altri sognatori di quartiere creammo una band gli “Iron Fly” con la quale realizzavamo dei brani inediti di genere pop con testi in inglese. Per la prima volta iniziai a cantare o meglio a reppare in inglese tipo “Prisencolinensinainciusol”.

Dopo anni la band si sciolse e così decisi di abbandonare la musica per seguire il lavoro più bello del mondo “l’animatore nei villaggi turistici”. Penso che sia stata una delle esperienze più formative e divertenti di sempre. Mi accorsi soprattutto che dentro la mia anima pulsava la musica della pace, dell’amore e della fratellanza, la musica reggae-ska. 

Nel 2007 a Bedford un paese a nord di Londra è iniziata la mia voglia di scrivere e di comporre musica. Forse perché in Inghilterra di sole ne vedevo ben poco o perché la voglia di Sicilia era così tanta che il primo brano che ho scritto fu “Sole”.

Con lo stesso titolo uscì il mio primo album nel 2010/11 composto da undici tracce di reggae-ska che parlano di me, dei miei viaggi e della mia terra. I brani di punta furono “Sicilia”, “Un pensiero per sharm-Ciù Ciù”, “Io sono quel che sono” e “Autodidatta”.

Sei un cantautore, c’è un momento della giornata nel quale sei particolarmente ispirato?

Normalmente sono ispirato ma non sempre scrivo tutto quello che penso. Butto giù qualcosina nei momenti di riflessione profonda.

È uscito il videoclip di “Sole”, com’è nato lo storyboard? Perchè hai deciso di realizzarlo proprio a 10 anni di distanza dal singolo?

Il videoclip di “Sole” è un progetto che ebbe inizio un anno dopo l’uscita del brano. Esso però non riuscì ad essere completato, diedi la priorità al ruolo di papà. Lo storyboard è nato guardandomi dentro, sententendo che quel sole che avevo sempre cercato si stava spegnendo, allora ho voluto risentire quella voglia di calore, di speranza nel mio corpo.

A circa dieci anni di distanza ho completato il video ma soprattutto ho voluto far esplodere l’energia che da tempo stava in gabbia.

Progetti per il futuro? Stai lavorando ad un nuovo singolo? Puoi svelarci qualcosa?

Certo!! Ho tante nuove canzoni e numerosi progetti che sono pronto a cavalcare nel mondo dei live. In questa quarantena ho avuto la conferma che tutto questo mondo gira alla rovescia, non è un mondo pulito, non è un mondo dove io posso essere contento, non è un mondo da presentare ai figli di tutti.

Il mio nuovo singolo uscirà a breve e parlerà di razzismo e di libertà. Con immenso piacere vi terrò informati qui su “Lo spettacolo nel cassetto” che ringrazio di cuore per avermi dato l’opportunità di concedermi un’intervista. Ciao bella gente!

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