Ognibene: “”Eternità” è il regalo di benvenuto per mio figlio”

Oggi andiamo a conoscere Ognibene. Questo è infatti il cognome di Davide. Dopo anni passati a fingersi ciò che non era, ci ha raccontato il cantautore, ha deciso in questo suo progetto artistico di essere se stesso fino in fondo partendo proprio dalla scelta del nome. E poi… è di buon auspicio no?!

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato a strimpellare la chitarra a dodici anni ma in realtà credo di aver sempre avuto una propensione alla musica. Insomma… questione di DNA!

La mia infanzia, musicalmente parlando, è stata particolare. La musica in casa mia è sempre stata importante e fin da bambino ho interiorizzato, al posto delle sigle dei cartoni, miti come Pink Floyd, Led Zeppelin o Hendrix.

Ho registrazioni in VHS di me bambino con chitarra, asta e microfono giocattolo che giravo per casa fingendomi una star o di quando, imitando videoclip 90’s, saltavo sul letto usando una racchetta da tennis di mio padre come una chitarra e la spaccavo sulla testiera del letto.

Io mi sentivo Cobain ma immaginate le urla di mia madre!

A quale artista ti ispiri?

Dalle mie canzoni è evidente che la mia fonte di ispirazione è il cantautorato italiano a 360 gradi. Negli anni mi sono reso conto che la parola associata alla musica è qualcosa di potentissimo.

Amo chi sa raccontarti un’ emozione, una sorta di film, in pochi minuti con testi visivi. Ora, onestamente, citarli tutti sarebbe una lista infinita. Facciamo così, ti dico chi credo sia inarrivabile: Lucio Dalla.

“Il varietà sulla natura umana – Vol. 1” è il tuo primo ep, contenente cinque tracce, a quale sei più affezionato e per quale motivo?

Senza se e senza ma… “Eternità”!

“Eternità” è stata scritta da me e Simone Pozzati, il mio socio nella scrittura, qualche anno fa. È un inno all’amore e ad una nuova vita che nasce. Questa canzone è il mio regalo di benvenuto per mio figlio!

“L’amore coi robot” è il tuo nuovo singolo, com’è nata l’idea di trattare una visione satirica dei rapporti umani nel futuro?

Mai avrei pensato di pubblicarla poco prima di diventare padre per la prima volta. Il “la” a questo testo l’ha dato Simone credo come risposta al “dove andremo a finire di questo passo?”, domanda esistenziale delle più classiche.

Mettiamoci poi che io sono un fanatico di tutto quello che è fantascienza evolutiva, alla Blade Runner per capirci, ed il risultato è questo. 

Solo dopo ci siamo accorti che diversi saggi, articoli e programmi televisivi avevano affrontato l’argomento stimolando ulteriormente la nostra curiosità. La cosa a mio avviso sconcertante è che la realtà non è poi così distante da quella fantascienza che noi raccontiamo nel brano!

Cosa sogni nel tuo futuro?

Sinceramente, solo di essere felice! Ho passato anni ad inseguire chimere, il successo e le mie ambizioni. Frutto di uno stupido ego che ho felicemente sotterrato.

Oggi mi sento maturo abbastanza da dire che sogno solo che la mia famiglia stia bene, di essere realizzato, prendendo anche qualche soddisfazione con la mia musica, e di non aver rimpianti.

Poi diciamo che un bel palazzetto pieno che canta le mie canzoni non mi farebbe mica schifo!!

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